WALL ST: ALLARME TASSI DOPO IL DATO OCCUPAZIONE

7 Maggio 2004, di Redazione Wall Street Italia

A meta’ seduta i listini americani sono contrastati. Il Dow Jones perde lo 0.12% a 10229 e il Nasdaq guadagna lo 0.64% a 1950.

A condizionare l’umore degli operatori, la convinzione sempre piu’ diffusa, alimentata dalle cifre brillanti sull’occupazione, di un imminente aumento dei tassi di interesse. Cresce, infatti, la schiera di quanti prevedono che la Fed interverra’ sul costo del denaro gia’ in occasione della riunione di giugno. J.P. Morgan stima tassi al 2% entro la fine dell’anno.

Nel mese di aprile il numero di nuovi occupati negli Stati Uniti e’ salito di 288.000 unita’. Il dato e’ nettamente superiore alle aspettative degli analisti, che si attendevano un incremento di 165.000 nuovi posti di lavoro.

Il tasso di disoccupazione, inoltre, e’ sceso dal 5.7% al 5.6%. Le previsioni erano per un dato stabile al 5.7%. Il numero di nuovi occupati creati a marzo e’ stato inoltre rivisto al rialzo da 308.000 a 337.000 unita’.

I numeri particolarmente positivi sull’occupazione, finora l’anello debole della ripresa americana, hanno scatenato le vendite sui titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’, infatti, balzato al 4.77%.

Sul fronte societario, sono in buon progesso i due colossi dell’high-tech Hewlett Packard e Intel e il gigante farmaceutico Johnson&Johnson. Tra le blue chip in perdita, invece, General Motors, Alcoa e Home Depot. In rosso, inoltre, Citigroup, colpita da una nota negativa di Bear Stearns: il broker ha iniziato la copertura del gruppo bancario con un rating Underweight.

Sugli altri mercati, il dollaro e’ in forte ripresa sul’euro ($1.1893), favorito dall’ottimismo sulla ripresa e dalle prospettive di un aumento dei tassi. L’oro continua a perdere terreno, con il future di giugno in calo del 2.6% a $378.40 all’oncia.

Il petrolio, infine, prosegue la corsa al rialzo. Il future per consegna a giugno viene scambiato a $39.60 dopo aver raggiunto la soglia dei $40.00. Spingono il prezzo del greggio le preoccupazioni sulla situazione in Medio Oriente e sul livello delle scorte alla vigilia della stagione estiva.