WALL ST ALLA RICERCA
DI SPUNTI RIALZISTI

7 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Al giro di boa gli indici tentano il recupero, continuando ad allontanarsi dai minimi toccati all’inizio della seduta, quando il Dow Jones, con una perdita superiore ai 100 punti, ha rischiato di scivolare sotto i 7.600 punti, dopo aver sfondato i 7.700.

Azzera quasi tutti i ribassi anche il Nasdaq, che nelle prime battute ha bruciato piu’ dell’1% del suo valore.

In miglioramento rispetto alla seduta di giovedì i volumi di scambio , che tuttavia continuano a rimanere piuttosto bassi.

Gli operatori di mercato attribuiscono l’improvviso colpo di reni dei mercati azionari all’ arresto, in Afghanistan, dei due figli di Osama bin Laden . Pochi minuti fa la Casa Bianca ha confermato la notizia dell’arresto di un figlio .

“Gli investitori hanno trovato uno spunto rialzista, sebbene si tratti soltanto di ricoperture nel breve termine”, ha spiegato Brian Piskorowski di Pudential Securities.

La seduta vede tuttavia sotto i riflettori un cocktail di notizie negative provenienti dal fronte societario, economico e internazionale: in primo piano la revisione al ribasso delle stime sulle vendite da parte del colosso dei chip Intel (INTC – Nasdaq), la continua debolezza del dollaro , il tasso di disoccupazione di febbraio e la sfida lanciata da Bush all’Onu.

Occhi puntati anche sul discorso pronunciato da Hans Blix , capo degli ispettori Onu, di fronte al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Blix ha sottolineato che “l’Iraq non coopera quanto dovrebbe”. Allo stesso tempo sono circolate alcune voci di mercato secondo cui gli Stati Uniti e la Gran Bretagna daranno a Saddam una scadenza molto breve per soddisfare le richieste degli ispettori Onu. In caso contrario sara’ guerra. L’ora X sembra cosi’ avvicinarsi a passi da gigante. La scadenza fissata sarebbe il 17 marzo .

“Ci troviamo in una fase in cui i mercati sono pilotati dalle preoccupazioni sul fronte internazionale”, ha dichiarato Achim Stranz, chief investment officer di Axa Investment managers , intervistato da Bloomberg.com. “Non si puo’ escludere che Wall Street continui a scendere.”

In ribasso i semiconduttori (SOX), i software (GSO ), i networking (NWX ), gli hardware (GHA ). Salgono i farmaceutici (DRG ), i retail (DJ_RTS )e i finanziari (DJ_FIN ).

LA PERFORMANCE DEI LISTINI A PARTIRE DALL’INIZIO DELLA SEDUTA

  • L’avvio di Wall Street e’ stato decisamente negativo. Sulla scia della comunicazione del tasso di disoccupazione, il Dow Jones e’ arrivato a cedere 110 punti, sfondando i 7.700 punti e avvicinandosi pericolosamente a quota 7.600.
  • Molto male anche il Nasdaq, che all’inizio ha visto protagonista il brusco calo del Philadelphia Semiconductor Index, l’indice rappresentativo dei chip, in flessione del 2%. Il tabellone elettronico ha ceduto all’inizio piu’ dell’1%.
  • Dopo mezz’ora i listini sono rimbalzati grazie a una notizia inaspettata: l’arresto, in Afghanistan, dei due figli di Osama bin Laden . Per i trader di mercato e’ stato questo il fattore che ha permesso al Dow Jones e al Nasdaq di azzerare le perdite e di riagguantare il terreno positivo.

    SUI LISTINI

  • Crescono Johnson&Johnson (JNJ – Nyse), McDonald’s (MCD – Nyse) e Home Depot (HD – Nyse). In rosso Intel (INTC – Nasdaq), Hewlett Packard (HPQ – Nyse)e Altria, ex-Philip Morris (MO – Nyse).
  • Sul Nasdaq Intel mette sotto pressione il produttore di chip Xilinx (XLNX – Nasdaq) e Applied Materials (AMAT – Nasdaq). Male anche Cisco (CSCO – Nasdaq).

    LENTE DI INGRANDIMENTO SUI TEMI DELLA SEDUTA

    Il la alle vendite e’ arrivato prima dell’inizio delle contrattazioni. Le avvisaglie del tono ribassista dei mercati sono state lanciate gia’ nella giornata di giovedi’ quando, dopo la fine delle contrattazioni, il colosso dei chip Intel (INTC – Nasdaq) ha rivisto al ribasso le stime sulle vendite. Il titolo ha immediatamente innestato la retromarcia gia’ nell’afterhours di ieri, contribuendo nella sessione odierna a trascinare al ribasso non solo Wall Street, ma anche i mercati di Tokyo e europei. In particolare il Nikkei e’ arrivato a testare il minimo degli ultimi venti anni.

    Un’altra nota negativa e’ arrivata con la sfida lanciata da Bush all’Onu. Il Presidente degli Usa ha dichiarato che l’ora X e’ vicina e che il si’ dell’Onu non e’ una condizione imprescindibile per sferrare un attacco a Saddam Husssein. Le sue parole sono state molto simili a una dichiarazione di guerra. Il nervosismo degli investitori e’ cosi’ aumentato. Da segnalare che i mercati non vedono di buon occhio l’isolamento politico degli Usa, che agirebbero anche senza essere spalleggiati dagli altri paesi.

    Sulla scia delle notizie negative, ha continuato a scendere il dollaro, che ha testato un nuovo record minimo nei confronti dell’euro , arrivando a toccare il valore piu’ basso dal marzo del 1999. Il biglietto verde ha incrementato la corsa al ribasso dopo la comunicazione del
    tasso di disoccupazione di febbraio .

    Il tasso di disoccupazione si e’ attestato al 5,8%, in linea con il consensus di mercato. Ma le indicazioni negative sono arrivate dai posti di lavoro che, invece di aumentare come stimato dagli analisti, hanno registrato una flessione di 308.000 unita’. Si tratta del calo piu’ significativo dal novembre del 2001, che mette in evidenza le condizioni precarie della congiuntura americana. Molti economisti, nei giorni scorsi, hanno piu’ volte sottolineato che una risoluzione dell’affaire Iraq non necessariamente risolleverebbe i mercati, che si trovano costretti a fare i conti anche con problemi di carattere societario e economico.

    Gli operatori di mercato intervistati dal canale televisivo CNBC, hanno infatti spiegato che il tonfo iniziale del Dow Jones non e’ stato provocato tanto dai venti di guerra, dalla perdita dei posti di lavoro o dal deprezzamento dell’euro, quanto dal tasso di disoccupazione. In particolare un trader ha sottolineato che “tutti si preoccupano dell’Iraq e non si rendono conto che l’economia USA si sta fortemente indebolendo”.

    ► Il numero uno della Banca Centrale Alan Greenspan ha dichiarato che, per raggiungere il suo potenziale, il mercato finanziario internazionale avrebbe bisogno di una piu’ trasparente rivelazione delle pratiche contabili, in modo da ridurre la corruzione, migliorare la corporate governance e proteggere i diritti di proprieta’ nel mondo. Parlando dell’economia americana, il numero uno della Banca Centrale americana ha sottolineato che gli Usa sono riusciti a resistere a una serie di notizie negative, che avrebbero avuto effetti molto piu’ seri se fossero accaduti venti anni fa. “Dobbiamo presumere che a un certo punto, nel futuro, entreremo in una recessione piu’ profonda di quella a cui stiamo assistendo”, ha tuttavia sottolineato Greenspan .

    INTEL SOTTO I RIFLETTORI

    Gli investitori hanno atteso con trepidazione l’aggiornamento sugli utili trimestrali che il colosso dei chip Intel ha rilasciato nella serata di giovedi’, dopo la chiusura dei mercati. Le previsioni del gigante non sono state accolte positivamente dai mercati. Intel ha infatti ridotto le stime sulle vendite relative al primo trimestre del 2003, portandole dal precedente valore compreso tra $6,5 miliardi e $7 miliardi alla nuova forchetta tra $6,6 miliardi e $6,8 miliardi.

    Immediata e’ stata la reazione della banca d’affari CIBC, che ha abbassato le previsioni sugli utili per azione del 2003 da 65 a 55 centesimi. Ridotte anche le stime sugli utili per azione del 2004.

    La notizia negativa ha portato fortuna alla concorrente di Intel Advanced Micro Devices (AMD – Nyse). Il titolo registra una buona performance, sulla scia di alcune voci secondo cui la perdita di quote di mercato da parte del colosso dei chip potrebbe andare a suo beneficio.

    TITOLI E SETTORI IN MOVIMENTO

    Sarebbe a repentaglio il futuro del colosso automobilistico Ford (F – Nyse), stando almeno alle parole di Sean Egan, fondatore dell’agenzia di rating Egan Jones. Egan e’ noto per aver saputo prevedere i crolli di Enron e di WorldCom, prima che gli stessi mercati ne avessero sentore.

    Tra i titoli in rialzo, si mette in evidenza la banca d’affari Bear Stearns (BSC – Nyse), che sale sulle voci di un takeover.

    Sul settore networking pesa l’allarme sulle vendite lanciato dalla societa’ che fornisce prodotti e servizi per i network 3Com (COMS – Nasdaq). Il titolo cede piu’ del 10%.

    Per tutti i dettagli sui titoli che stanno movimentando la seduta odierna clicca su WSI TITOLI CALDI, in INSIDER.