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(WSI) – Se avete mezzo milione di dollari potete fare il tassista a Manhattan. L’asta per l’assegnazione di 54 nuove licenze per taxi indetta dalla Taxi & Limousine Commission della città di New York si è infatti conclusa con la vendita di ogni singola autorizzazione per la cifra record di 477666,50 dollari ovvero quasi il doppio del prezzo iniziale dell’asta che era stato fissato a 275 mila dollari.

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Le 213 offerte presentate per le 54 licenze in palio – relative a vetture che consentiranno l’accesso anche ad handicappati – lasciando intendere che a dispetto dei prezzi proibitivi la domanda resta superiore all’offerta e questo si spiega con il fatto che, conti alla mano, essere proprietari di un taxi è uno dei migliori investimenti possibili nella Grande Mela.

Rispetto all’ottobre 2004, quando vennero vendute le ultime 300 licenze, il valore di mercato di un «yellow cab» è aumentato del 40% ovvero più dell’incremento di Wall Street (10%), delle materie prime (16%) e degli stessi beni immobili (23%) da sempre fra i migliori investimenti a Manhattan. L’asta di venerdì ha fatto entrare nelle casse della Taxi & Limousine Commission la cifra senza precedenti di 25,8 milioni di dollari ma negli uffici del sindaco Michael Bloomberg sono sicuri che il record verrà archiviato presto perché a giorni è attesa una nuova asta per l’assegnazione di ben 254 taxi ibridi o a benzina alternativa, con un prezzo base di partenza di 320 mila dollari.

Per avere un’idea del giro di affari che ruota attorno ai 12.779 taxi che circolano soprattutto sull’isola di Manhattan basta tenere conto che ogni anno trasportano almeno 240 milioni di passeggeri sommando entrate complessive per 1,5 miliardi di dollari. Il segreto del buon business sta nel fatto che le corse costano relativamente poco rispetto ad altre metropoli: una corsa di media durata nel cuore di Manhattan può costare da un minimo di 4 a un massimo di 10 dollari (da 3 a 7 euro). I taxi si giovano inoltre di un regolamento che consente alle agenzie di farli circolare senza limiti temporali: ogni vettura ha due guidatori che fanno turni di 12 ore, consentendo quindi la copertura dell’intera giornata. Le licenze di queste agenzie di apprezzano in media del 15% l’anno mentre quelle individuali, che consentono 210 turni di 9 ore l’anno, del 13%. Da qui il fatto che le entrate da capogiro – una singola vettura può incassare ogni sei mesi quasi centomila dollari – si devono non ai prezzi alti ma all’alto numero di passeggeri attirati da prezzi competitivi con quelli dei mezzi pubblici. Sebbene il rilascio delle licenze di taxi richieda una lunga prassi burocratica – inclusa l’approvazione del Parlamento dello Stato di New York – a spingere il sindaco Bloomberg a superare le resistenze e rilasciarne di nuove sono stati almeno due motivi: la necessità di rimodernare il parco taxi con vetture di nuova generazione, incentivando l’uso di auto ibride o a carburante alternativo, e il bisogno di aumentare il numero delle vetture in circolazione a causa del fatto che sembra non esservene mai abbastanza.

C’è soprattutto un momento della giornata nel quale i taxi diventano introvabili: fra le 16,30 e le 18 ovvero in coincidenza con il cambio di turno fra gli autisti, allo scadere della dodicesima ora, perché la sostituzione avviene in genere in un luogo fuori Manhattan e coincide anche con una sosta per un rifornimento di carburante e un breve controllo alla vettura.

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