Voucher: il “piccolo cabotaggio” della politica

28 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

Quando si vive alla giornata non si pensa a quello che accadrà dopo, a bocce ferme, ma solo all’oggi, aspettando che passi la nottata.

I Voucher, introdotti per la prima volta nel nostro Paese con la legge Biagi nel quadro dei “lavori occasionali”, quindi brevi ma che dico qualche volta brevissimi, ad horas, si rivelarono da subito uno strumento di grande praticità nel mercato del lavoro.

Nel tempo e nei diversi Governi a seguire l’uso ne venne amplificato aprendo la strada – come spesso succede quando i controlli fanno acqua – ad un utilizzo ben più ampio, addirittura senza confini con abusi a go’ go’.

Con il programmato Referendum abrogativo promosso dal più grande Sindacato nostrano (CGIL), il Governo ne decretò la morte d’ufficio, non potendo rischiare, si ritenne, una seconda debacle referendaria dopo quella del 4 dicembre 2016.

Da subito, i tecnici del Governo si sono rimessi in moto per trovare una soluzione all’impasse provocato dal nuovo e complicato guazzabuglio, per effetto della totale abrogazione di uno strumento funzionale.

Si sta pensando ad un meccanismo nuovo, anche qui alla tedesca, fissando un tetto orario annuale per affrontare il problema del lavoro occasionale, ad ore e per non riportarlo al Medioevo, completamente in “nero, fiscale e contributivo”.

Il Dalai LAMA della politica nostrana (alias Ministro di Grazia e Giustizia Andrea ORLANDO), insieme agli scissionisti del Partito democraticoalias Articolo 1 – non ci stanno ed hanno minacciato di non “votare la fiducia” sul provvedimento la settimana prossima.

Naturalmente anche la CGIL, per il tramite della Segretaria Susanna CAMUSSO minaccia fuoco e fiamme, ritenendo poco serio ed elusivo del problema l’atteggiamento del Governo.

Non ci siamo.

Lo stesso sindacato (CGIL), nel tempo ha utilizzato i Voucher. Se nessuno discute l’opportunità di riportarli all’uso originario previsto dalla legge Biagi, quello dell’abolizione è stata una buffonata che per pavidità della classe politica è stata perpetrata.

Oggi, far fronte ad un modo ragionevole di consentire l’esercizio del lavoro occasionale, facendo pagare tasse e contributi, è doveroso.

Ma pensate al ristoratore che assume un cameriere per mezza giornata, ad ore, secondo voi apre la pratica INPS? Insomma, siamo pratici e togliamoci il prosciutto dagli occhi, almeno quello della ideologia visto che il Muro di Berlino è caduto da un pezzo!

Il rischio imminente è che cada il Governo per mancanza di ossigeno, visto che la nostra politica vive alla giornata, anzi ad ore, come certi ospiti che gironzolano in certi alberghi di periferia.

Intanto, chiamatela come volete, trovatelo voi della CGIL un nome, l’importante che si trovi una soluzione per i lavori occasionali.

Amen!