Volkswagen: Marchionne insopportabile, si dimetta da presidenza Associazione Auto

27 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – “Marchionne e’ insopportabile come presidente dell’Acea”. E’ botta e risposta nelle ultime ore tra Fiat e il responsabile della comunicazione aziendale di Volkswagen Stephan Gruehsem. Esasperata dalle ultime dichiarazioni del numero uno del Lingotto, la casa automobilistica sbotta per bocca del suo portavoce e minaccia di lasciare l’Associazione delle case automobilistiche europee.

“Chiediamo le sue dimissioni”, dice Guehsem, aprendo una vera e propria battaglia tra i due colossi. Tutto è nato, ricorda Bloomberg, quando Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, ha accusato la concorrente tedesca, affermando che la sua strategia dei prezzi sta creando sul mercato dell’auto “un bagno di sangue”. Il riferimento è alla politica di sconti avviata dalla casa tedesca.

I commenti “dimostrano per l’ennesima volta che Marchionne non è qualificabile per essere presidente dell’Acea”, ha ribattuto Gruehesem. Richard Gadeselli, portavoce di Fiat, non ha rilasciato nessun commento per ora.

Il numero uno di Fiat aveva già attaccato Volkswagen in precedenza, affermando che in generale i colossi dell’auto tedeschi dovrebbero fare la loro parte nel ridurre la capacità di produzione in eccesso, che è presente in Europa. Ma anche BMW e Daimler hanno opposto resistenza all’appello.

Stando a quanto riporta Philippe Houchois, analista di UBS, i loro impianti hanno un utilizzo della capacità superiore al 90%, contro il tasso pari al 60-75% degli impianti produttivi di altre case automobilistiche.

Disperati per le condizioni in cui versa la salute del comparto dell’auto, i produttori europei di auto stanno estendendo le loro politiche di sconti, in un contesto in cui l’Acea prevede che le vendite crolleranno al minimo degli ultimi 17 anni, quest’anno.

Lo stesso Christian Klingler, responsabile vendite di Volkswagen, afferma che il mercato dell’auto europeo affronta “rischi elevati” e che la competizione è aumentata “in modo significativo”. La politica dei prezzi in Europa è “tesa” e ci saranno ancora “pressioni” nei prossimi mesi.