VOLATILITA’ POST FED, E NEW YORK BRUCIA I GUADAGNI

4 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici azionari americani hanno archiviato la seduta contrastati, lontani dai massimi livelli toccati nella prima parte della giornata. La forte volatilita’ successiva alla decisione della Fed di lasciare invariati i tassi d’interesse non ha permesso ai listini di conservare i guadagni della mattinata, spingendo addirittua il Nasdaq in territorio negativo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.31% a 9802, l’S&P500 lo 0.10% a 1047, il listino tecnoclogico ha ceduto lo 0.09% a 2056.

Come ampiamente atteso dagli analisti, la Banca Centrale americana ha confermato i tassi sui fed funds al record storico vicino allo zero, ed affermato che l’attivita’ economica a stelle e strisce sta attraversando una fase di graduale recupero. La decisione ha seguito il dato sul settore dei servizi, che ha confermato una nuova espansione (anche se piu’ contenuta delle attese), ed un rapporto purtroppo ancora preoccupante sul mercato del lavoro.

L’indice ISM non manifatturiero e’ risultato leggermente inferiore al dato precedente, ma analizzato sotto la lente, il report sui servizi ha mostrato come in realta’ i nuovi ordini siano cresciuti. Nel settore privato invece sono stati persi oltre 200 mila posti di lavoro, confermando l’ancora difficile situazione per le famiglie americane. Venerdi’ sara’ rilasciato il piu’ preciso rapporto occupazionale, per cui gli economisti prevedono un calo di 230 mila posti ad ottobre.

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A livello sociaterio, alcune buone performance dei suoi componenti hanno permesso all’indice industriale di mantenersi sopra la linea di parita’. Walt Disney e’ avanzato grazie all’ok del governo cinese alla costruzione di un parco tematico nella citta’ di Shangai. In progresso Microsoft sulla notizia di un taglio di 800 posti di lavoro oltre ai 5000 gia’ pianificati a gennaio. Bene anche Cisco Systems in vista della comunicazione della trimestrale che avverra’ subito dopo la chiusura.

Nel settore dei servizi sanitari, Aetna e Cigna hanno guadagnato almeno il 5% sulle speculazioni secondo cui la vittoria dei Repubblicani nelle elezioni locali di martedi, spingera’ l’opposizione a ritirare il piano di riforma del sistema di assistenza sanitaria allo studio.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in progresso il petrolio. I futures con consegna dicembre hanno gudagnato $0.80 a quota $80.40 al barile. Sul valutario, avanza l’euro nei confronti del dollaro. Nella tarda serata di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ pari a 1.4869. In rialzo l’oro: i futures con scadenza dicembre sono avanzati di $2.10 a quota $1087.00 l’oncia (con nuovo record storico di $1095.00). In ribasso i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.5460% dal 3.4730% di martedi’.

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