VOLARE NEGLI USA COSTA TROPPO. ALLE COMPAGNIE

12 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Volare costa tanto. Soprattutto per le compagnie aeree, che negli ultimi cinque anni hanno perso circa 40 miliardi di dollari. Colpiti prima dagli attentati alle Torri Gemelle, poi dalla polmonite atipica (Sars) e dalla guerra in Irak e, infine, dall’alto costo del carburante, i vettori stanno cercando di tagliare in modo drastico i costi.

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Negli Stati Uniti compagnie quali Northwest, Delta e United Airlines si sono rivolte al Chapter 11 per ristrutturare le operazioni, tagliando forza lavoro e debiti. Ora puntano su un altro costo: quei 9,5 miliardi all’anno di budget della Federal Aviation Administration (Faa), l’agenzia federale che gestisce tutte le infrastrutture del trasporto aereo civile (torri di controllo, radar e risorse umane). Infrastrutture che sono pagate al 90% (circa 8,9 miliardi all’anno) dalle compagnie, che però rappresentano solo il 65% del carico di utilizzo. Tra un mese il Congresso inizierà il processo di rinnovo dello statuto (decennale) dell’Faa – un processo che determina anche i finanziamenti dell’ente.

Le compagnie stanno facendo intensa attività di lobbing per trasferire almeno parte dei costi sugli operatori di jet privati e di charter. Operatori-utenti che pagano solo il 4% dei costi del sistema aviazione (in totale circa 400 milioni all’anno), nonostante ne utilizzino circa il 15% della capacità (il restante 20% è utilizzato da agenzie governative).

Attualmente il contributo delle compagnie all’Faa è diviso in tre componenti: una tassa del 7,5% sulle vendite di biglietti, un pagamento di 3,30 dollari per ogni tratta di volo e, infine, una tassa di 4,3 cent su ogni gallone (circa 3,8 litri) di kerosene. Costi più onerosi rispetto a quelli applicati ai «concorrenti». A rendere più urgente la riforma per i vettori di linea è il fatto che gli operatori di private jet stanno trasportando una quota sempre maggiore di clienti business – quelli più desiderati (per i margini alti che generano) dalle compagnie.

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