Pianificazione finanziaria: la storia di due famiglie. Una simulazione

12 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Articolo di Vincenzo Delle Curti, Consulente Finanziario di Caserta

Nella mia relativamente breve ma intensa carriera da consulente finanziario, il problema che più spesso mi ritrovo ad affrontare insieme alle famiglie italiane è quello relativo alla mancanza di approccio al denaro attraverso l’attività di pianificazione finanziaria. Quasi sempre il rapporto con il denaro e la sua gestione, sia in ambito personale che familiare, sono dettati dal caso o dalle circostanze del momento. Sarebbe ora di mettersi bene in testa che pianificare finanziariamente il proprio futuro significa non solo prendersi cura dei propri soldi, ma anche del proprio benessere psico-fisico. E’ ormai risaputo che le preoccupazioni in ambito finanziario hanno ripercussioni anche sullo stato d’animo e sulla salute delle persone.

In questo articolo voglio fare insieme a voi un piccolo gioco di matematica finanziaria e mostrarvi un semplice esempio della differenza che si viene a creare, sul medio-lungo termine, tra una famiglia che pianifica e gestisce il suo patrimonio in base ai propri obiettivi di vita e un’altra che si limita esclusivamente a tenere i soldi sul conto corrente.

Simulazione: gestione dei propri risparmi

Partiamo da una condizione di parità: due famiglie (Bianchi e Rossi) composte dallo stesso numero di persone, con la stessa età dei componenti e con lo stesso patrimonio finanziario: 100 mila euro.

La Famiglia Rossi 10 anni fa non si è preoccupata di gestire la propria ricchezza attraverso un lavoro di analisi e pianificazione. In pratica, si è limitata a conservare, per il periodo che va dal 2010 al 2020, i suoi 100.000 euro in liquidità sul conto corrente.

Dopo 10 anni, nonostante abbia ancora quel bel gruzzoletto da parte, non si è resa conto che nel frattempo il proprio potere di acquisto è diminuito per effetto dell’inflazione.

Con quei soldi di certo non potrà comprare le stesse cosa che avrebbe potuto acquistare nel 2010.

Precisamente, i 100.000 (nominali) del 2010 valgono l’equivalente di 90.400€ (reali) nel 2020.
Un bel -9,6%! (Il valore reale di una somma di denaro è pari al suo valore nominale meno l’inflazione).

Bisogna dire che gli è andata anche di lusso, visto che storicamente l’inflazione media è stata molto più alta rispetto alla media degli ultimi 10 anni.

La famiglia Bianchi, invece, nel 2010 divise i suoi 100.000 euro in 4 parti.

Ogni parte dedicata a un obiettivo reale legato a un determinato orizzonte temporale.

  1. 20.000 € liquidità sul conto corrente;
  2. 30.000 € per costituire una riserva con orizzonte di breve-medio termine (5 anni);
  3. 30.000 € per ristrutturare casa/figli con orizzonte medio-lungo termine (10 anni);
  4. 20.000 € per il periodo della pensione (20 e più anni);

In base a queste scelte ha deciso di suddividere la propria ricchezza in più strumenti finanziari, con l’obiettivo non solo di difenderne il valore nel tempo ma anche di creare ulteriore ricchezza. Dopo 10 anni i risultati (basati su dati reali degli indici di mercato) sono i seguenti:

  1. 20.000 € liquidità
  2. 30.000 € riserva (1000% Euro Aggregate Bond; +5,85%) = 31.755 €
  3. 30.000 € obiettivo casa/figli (50% MSCI World/50% Global Aggregate Bond; dal 2014: +70,10%) = 51.045 €
  4. 20.000 € obiettivo pensione (100% MSCI World +233,5%) = 66.700 €

Totale dopo 10 anni = 169.500 € (valore nominale).

Considerando sempre un tasso d’inflazione del 9,6% = 153.230 € (valore reale).

Una differenza sostanziale tra le due famiglie di ben 62.830 €, in soli 10 anni!

La famiglia Bianchi si ritroverà un patrimonio finanziario del 69,50% più grande della famiglia Rossi. Un divario che può fare la differenza tra fallire e vedere realizzato un progetto di vita per sé o per i propri cari. In futuro questi numeri saranno probabilmente difficili da rivedere, ma ciò non toglie che la differenza sostanziale permanga.

La differenza tra una famiglia serena e soddisfatta e una molto meno. Pensaci!

 

 

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