Crisi: stavolta (non) sarà diverso

3 Ottobre 2022, di Redazione Wall Street Italia

di Carmine Covino, behavioural and process manager (gestione processi e comportamenti)

Dal 1987, ad oggi, ho viste tutte le crisi!

A onor del vero, nel 1987, mi ero appena diplomato; ancora non c’ero dentro fino al collo, ma già seguivo i mercati: una sorta di “concorso esterno”; un contumace insomma. Nei miei 32 – e oltre – anni in ‘trincea’, ho avuto il ‘privilegio’ di vivere dal vivo, nell’ordine:

  • agosto 1990: invasione del Kuwait (lavoravo da appena 3 mesi);
  • febbraio 1991: operazione “Desert storm”;
  • estate 1992: lira fuori dallo SME, crisi del dollaro e crollo dei mercati;
  • 1997, crisi degli emergenti asiatici;
  • 1998, fallimento di T.C.M. e della Russia;
  • anni 2000: bolla delle dot.com.

Il tedio si ferma qui; il resto è storia recente, nota ai più. Ogni volta, nessuno scorgeva la luce oltre il tunnel. E ogni volta, sistematicamente, la crisi si risolveva. Ogni volta si ritracciavano minimi più bassi. E ogni volta si conquistavano nuovi massimi. Come fa a ripetersi questa trama?

Perché dietro i mercati ci sono attività economiche che soddisfano bisogni: necessità di consumi a cui abbinare la produzione di beni e servizi. E’ piuttosto semplice da capire..

Ed è qui che si realizza la missione culturale di un professionista del risparmio: essere al fianco dei propri assistiti, incoraggiandoli; moderando la loro emotività, gestendo i comportamenti per ottimizzare le probabilità del raggiungimento dei loro obiettivi. Nei suoi compiti non rientrano mansioni gestorie; il consulente NON potrebbe essere nemmeno un gestore in pectore.

Con i clienti, durante le crisi perseguo sempre il loro massimo coinvolgimento nel processo decisionale e nella lettura degli eventi che via via si presentano. Spiego che, ciò che conta davvero, è il Pil globale; dimostro che, nonostante le  crisi    petrolifere presenti e passate, nonostante le Torri gemelle e le tante altre crisi già rilevate, dal 1960 ad oggi, quel Pil, a prezzi costanti (al netto dell’inflazione) è passato da 10.871 a 86.653 miliardi. Tutto valore trasferito nelle scelte di investimento (quasi) gratuitamente!

In passato commettevo l’errore di assecondare le paure e bias dei clienti. Con la maturità professionale e la consapevolezza interiore, ho imparato a trasferire distacco e razionalità, focalizzandomi su ascolto e relazione; quindi, empatia e fiducia.

L’ottimismo deve essere un imperativo. Come ho spiegato prima, il mercato, di per sé, è un concetto vuoto; dietro c’è un sistema che genera crescita. Quindi, non esiste mercato, esistono aziende che producono beni e servizi per soddisfare una domanda di consumo: il meccanismo genera profitti che, in borsa, sono il vero motore del rendimento e del compounding.

Inoltre ho imparato che non esiste un momento ideale per iniziare ad investire: quel momento coincide con il riconoscimento dell’insorgere di un’esigenza, di un obiettivo futuro. 

Ho poi imparato che, in qualsiasi momento si inizia ad investire (abbandonando la “logica” del prezzo conveniente), se ho un’efficace e ben decorrelata strategia, e mantengo l’investimento, il tempo remunera generosamente, in percentuale al rischio sopportato.

Rimpiango (non rinnego) l’uso di strumenti inefficienti.. Rimpiango di non aver iniziato prima a lavorare come faccio da tempo; rimpiango di non aver adottato, già dal 2008, un approccio da processo consulenziale: una metodologia che, attraverso la relazione e l’umile ascolto, genera un valore imprescindibile, il cui “trucco è semplificare.

Oggi faccio esattamente ciò che sto già facendo da diverso tempo.. Innanzitutto, ho smesso di ragionare in termini di “vendita” o di “prodotto”   Prendo, e faccio prendere,   le distanze  dalla “cronaca” e da quell’inutile e fuorviante “rumore di fondo” che disturba solo la concentrazione. Bisogna, invece, rimanere focalizzati su fattori concreti:

  • obiettivi;
  • quotidianità;
  • qualità del tempo;
  • ottimizzazione risorse;
  • educazione dei figli.

Si tratta essenzialmente di comprare tempo. Cioè: i ribassi non sono che un “acceleratore” del rendimento; una “moneta di scambio” in cui, approfittando dei “saldi”, accorcio tempi di recupero e temporanee minusvalenze. Il segreto è tutto qui: comprare il proprio tempo…. semplice no?