Vino, 166mila imprese fanno grande l’Italia nel mondo

9 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Mentre i consumi di vino aumentano nel mondo (complice la globalizzazione) ma diminuiscono in Europa (causa un maggior orientamento alla qualità a scapito della quantità), l’Italia si conferma leader mondiale nella produzione e commercializzazione del vino, alle spalle della “solita” Francia che però, nell’arco di 10 anni, ha subito con maggior vigore l’arrivo sul mercato delle produzioni dei Paesi “emergenti” (Nuova Zelanda, Australia, Cile, Argentina). Il risultato è che se nel 1996 il vino francese rappresentava il 42% delle esportazioni mondiali in valore (e quello italiano il 18,5%), dopo dieci anni Bordeaux&C. rappresentano il 34,9% delle vendite mondiali, mentre il vino italiano il 18%. E’ quanto rivela il Rapporto Nazionale sul settore Vitivinicolo 2009, realizzato da Unioncamere e Istituto Tagliacarne. “La produzione vitivinicola rappresenta un asset molto importante dell’economia nazionale”, evidenzia il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Il vino è uno degli ambasciatori del made in Italy e le nostre imprese stanno dimostrando grandi capacità nell’affrontare le difficoltà del mercato, la concorrenza che viene da Paesi che solo di recente si stanno cimentando con questa arte antichissima e le modifiche degli stili di consumo. I nostri dati dimostrano che il Meridione sta puntando sul vino per una crescita del territorio. E’ molto probabile che a questo percorso, nel tempo, corrisponda un incremento della quota di produzione di vino di qualità sul totale, in maniera analoga a quanto è avvenuto nella parte settentrionale del Paese”. Se quindi il vino made in Italy ha mantenuto le sue posizioni, ciò dipende non soltanto dal consistente numero di imprese diffuse nelle regioni del Nord e del Centro, storicamente vocate alla produzione di questa pregiata bevanda, ma anche ad un incremento importante delle aziende e delle quantità prodotte nel Meridione. A fine 2008, a questo settore facevano riferimento 165.923 imprese (il 99% delle quali attive). Il Sud e le Isole concentrano circa 90.000 aziende, pari al 55% del totale delle imprese del settore. Le regioni in cui risulta la maggiore densità di imprese sono la Puglia (con più di 30.000 unità) e la Sicilia (con più di 27.000 unità); seguono il Piemonte, il Veneto, l’Emilia Romagna, la Campania e l’Abruzzo con un numero di imprese compreso tra le 14.000 e le 11.000. Vino, quindi, fonte di guadagno ma anche fatto di costume ed elemento caratterizzante i diversi territori. Ben lo mostra il dato relativo alla diffusione delle imprese rapportato al numero degli abitanti. In Abruzzo, ad esempio, ci sono 8,9 imprese vitivinicole ogni 1000 abitanti. E’ questa, infatti, la regione dove si concentra il maggior numero di produttori di questa pregiata “bevanda”, a fronte di una media di 2,7 aziende vitivinicole ogni mille residenti. In questa classifica, alle spalle dell’Abruzzo si incontrano Puglia e Trentino Alto Adige (7,6), quindi la Sicilia (5,4), la Basilicata (3,8), il Piemonte (3,1) e l’Emilia Romagna (2,9). Si tratta di un insieme di regioni caratterizzate, a differenza delle altre, da una vocazione imprenditoriale vitivinicola superiore alla media nazionale (2,7 imprese per 1.000 abitanti).