Vince la musica di “Abbracciame” e di #Andratuttobene

13 Marzo 2020, di Leopoldo Gasbarro

Chi l’avrebbe mai detto. E’ stato una vita fa . Avevo 19 anni, facevo l’università a Napoli. Come spesso accade a quell’età è facile cercare qualche lavoretto per alimentare la voglia d’indipendenza. Mia zia era la responsabile della segreteria di una scuola elementare parificata. “Cerchiamo un insegnante di inglese per un corso sperimentale. Otto ore alla settimana, otto classi”. Accettai subito. Così ogni giorno passavo dai banchi del politecnico di Piazzale Tecchio alla cattedra dell’Istituto di San Vitale. Un’esperienza che durò sei anni. Tra i più belli della mia vita.

Quasi trent’anni dopo.  Una telefonata mi riporta indietro a momenti che credevo di aver dimenticato. “Sono Viviana, lei…lei faceva il professore d’inglese a Napoli in una scuola elementare?”. Viviana, Rosaria, Rosy, Mauro, Stefano e tanti altri. Ci eravamo ritrovati. Loro erano i miei piccoli alunni. La prima volta che ci siamo rivisti a Napoli parlammo del più e del meno, parlammo delle nostre vite. Quando fu la volta di Mauro, Mauro Spenillo, mi sentii dire :”Io faccio il musicista ed è tutto merito tuo. Ricordi quando per il saggio di fine anno ci accompagnasti in teatro con la chitarra? Mi scegliesti come cantante solista, io come Lionel Richie in We Are The World. Da allora non ho più smesso di suonare, di cantare, di scrivere”.

Scrivere. E’ il 2015.  Mauro Spenillo è a casa sua, a Fuorigrotta, a due passi da quella scuola elementare, a due passi dal San Paolo. Con lui c’è Andrea Sannino, giovane cantante napoletano. Mauro prende la chitarra, butta giù qualche accordo, Andrea lo accompagna con la voce. Una penna, un pezzo di carta. Parole e musica tra due amici. “Abbracciame” nasce così. La canzone ha successo Andrea Sannino la interpreta meravigliosamente, Mauro la suona sempre come fosse la cosa più bella da fare nella sua vita.

12 Marzo 2020. Napoli è una città speciale. La tristezza non è concessa, magari A’pucundria sì, ma non la tristezza. A Portici decidono di fare un flashmob. Se non ci si può più abbracciare, se non si può scendere per strada, lo si può fare dal palco che nella vita ogni napoletano ha calcato con successo: il balcone di casa. Tutti in terrazzino, tutti alla stessa ora, tutti a cantare Abbracciame. Da Portici a piazza Garibaldi, da Via Tasso, alla “Pietra”, da Piazza Carità a via Cilea. Da Santa Chiara a via Foria. Non c’è angolo di Napoli in cui non si senta cantare la canzone di Sannino e Spenillo. Mauro al telefono mi racconta tutto. “Ho ancora la pelle d’oca. Ci hanno chiamato tutti, televisioni, radio, giornali. La nostra canzone rappresenta di colpo la voglia di ribellarci alla “segregazione”, di ribellarci alla lontananza, alla distanza dal calore delle persone a cui vogliamo bene. Per la verità – sorride Mauro- l’unica zona in cui non ho sentito la canzone è stato nel mio parco. Probabilmente avevano tutti paura dell’inquilino del piano di sotto del mio palazzo. Una sera mentre io e Andrea scrivendo suonavamo Abbracciame a squarciagola, ci mandò i carabinieri”.

13 Marzo 2020

“Abbracciame” è diventata l’inno della ribellione al Coronavirus. E’ la canzona più ascoltata in Italia, la più scaricata, la più diffusa dalle radio. Mauro è chiuso in casa come tutti noi. E’ contento, ma non abbastanza. Chiama Sika, un amico. Cantante anche lui. Uno scrive il testo, l’altro la base. Ognuno da casa propria. Ma quando l’estro ti chiama, quando la musica chiama le canzoni nascono come per magia.

#Andratuttobene. Scritta, registrata, prodotta tutto in un giorno. Sarà un successo anche questa. Ha un altro sound, un altro ritmo. Abbracciame è dolce, accogliente, calda, avvolgente come un abbraccio.

 

 

#Andratuttobene ha ritmo, è vivace, è quasi un rap. E’ vita. E’ quella vita cui abbiamo dato poco valore rincorrendo chissà cosa, mentre invece sarebbe bastato un abbraccio per star bene. Ed ora c’è bisogno che vada tutto bene, per ritrovare quella forza propulsiva che ci fa sentire vivi.

Abbracciatevi e vedrete che le cose andranno per il verso giusto. Vedrete #Andratuttobene.

A quando il prossimo Flashmob?

La vita chiama?

Napoli è vita, Napoli è speciale Napoli risponde a modo suo: cantando. Perché se canti ti passa, ti passa la tristezza, ti passa

A’pucundria, perché c’è la musica che gira intorno e #Andratuttobene.