VIGILANZA, FAZIO CAMBIA TUTTO

5 Aprile 2005, di Redazione Wall Street Italia

Con questo articolo Wall Street Italia avvia una partnership con il quotidiano Finanza & Mercati e il settimanale Bloomberg – Borsa & Finanza per la ripubblicazione di alcuni articoli. Il contenuto esprime esclusivamente il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Se il disegno di legge sul risparmio si appresta a decretare Bankitalia arbitro indiscusso della concorrenza bancaria, Antonio Fazio non perde tempo e affila le armi degli sceriffi di Via Nazionale.

Secondo quanto risulta a Finanza & Mercati, il governatore starebbe preparando una rivoluzione a 360 gradi per riformare l’intera area vigilanza creditizia e finanziaria della Banca centrale, che fa capo a Francesco Maria Frasca. L’obiettivo è rendere più competitivo il sistema del credito, allentando le briglie sui controlli con interventi più veloci e mirati. Il primo passo è stato già compiuto e prevede il potenziamento del servizio ispettivo, con l’istituzione di un super pool che verificherà la corretta applicazione dei principi contabili internazionali (Ias) da parte dei grandi istituti di credito.

Si tratta di un team composto da nove sceriffi, di cui tre commissari centrali che risponderanno direttamente al capo dell’Ispettorato, Ciro Iorio. I nomi sarebbero stati scelti, proprio in questi giorni, direttamente da Fazio. Si tratta di controllori di lunga esperienza, come Domenico Gammaldi, Umberto Proia ed Edoardo D’Andrea. I tre commissari, secondo quanto anticipato da fonti vicine a Via Nazionale, decideranno dove e quando intervenire, e saranno coadiuvati da altri sei giovani ispettori vicari – vero braccio operativo del pool – che dovrebbero essere scelti nei prossimi giorni.

La nuova struttura resterà in carica per il periodo necessario a uniformarsi ai criteri europei (l’Italia ha due anni per adeguarsi alla direttiva Ue). Fondamentalmente, però, obiettivo del team di sceriffi, che avrà funzioni più di indirizzo che di vigilanza, saranno le grandi banche (nella rosa, Unicredit, Banca Intesa, Sanpaolo Imi, Capitalia, Bnl, Mps). «Ognuno dei sei sceriffi vicari – spiegano da ambienti vicini al governatore – sarà assegnato a un istituto e offrirà sostanzialmente un servizio di consulenza. Saranno aboliti multe e rilievi, per dare tempo alle banche di uniformarsi al sistema Ias».

Ma la vera riforma, che prevede la modifica del regolamento generale della Banca d’Italia, riguarderà l’intera area vigilanza di Via Nazionale. L’attuale struttura, che oltre all’Ispettorato si articola nel servizio Concorrenza normativa e affari generali, Vigilanza sugli enti creditizi e Vigilanza sull’Intermediazione finanziaria, sarà completamente ridisegnata. Secondo alcune indiscrezioni, il progetto allo studio dei tecnici di Palazzo Koch prevede di aumentare il numero degli attuali Servizi, puntando a una struttura più complessa di dipartimenti, ognuno specializzato su un settore specifico (obbligazioni, conticorrenti e così via).

Ciascuna unità avrà una maggiore autonomia e sarà dotata di un proprio nucleo ispettivo. Ragion per cui – sempre secondo il piano di Palazzo Koch – l’Ispettorato centrale dovrebbe essere fortemente ridimensionato (potrebbe conservare un ruolo di coordinamento) e gran parte dei circa 150 investigatori che vi lavorano dovrebbero confluire nei diversi servizi.

Ma che cosa cambia per le banche? «La nuova struttura ispettiva – spiegano fonti sindacali – è destinata a rivoluzionare il sistema dei controlli, favorendo gli istituti di credito con interventi più soft. Scompariranno le ispezioni a tappeto su incartamenti e documenti contabili, che oggi possono durare anche più di sei mesi, e saranno sostituite da verifiche settoriali più veloci e mirate a singoli aspetti». Di fatto, il piano allo studio di Via Nazionale pare destinato a rafforzare i poteri di Francesco Frasca. Dopo un primo periodo di assestamento, l’attuale direttore centrale per l’Area Vigilanza creditizia e finanziaria – che lo scorso 10 luglio ha sostituito il pupillo di Fazio, Bruno Bianchi – sembra aver guadagnato la stima del governatore. Il vento è cambiato e ormai ci scommettono in tanti: sarà lui il numero due di Palazzo Koch.

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