Via libera Consob al “bugiardino” sui prodotti finanziari

1 Novembre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Da oggi i risparmiatori italiani avranno informazioni più chiare e sintetiche sugli strumenti finanziari in cui investiranno i risparmi. E’ il risultato di una “raccomandazione” della Consob,  l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari, in cui in cui invita gli intermediari finanziari a fornire alla potenziale clientela, sintetiche avvertenze per “evidenziare in poche pagine i rischi di particolare rilevanza connessi alla società e/o agli strumenti finanziari proposti al mercato”.

Si tratta del cosiddetto “bugiardino”. Uno strumento che comunica, in modo sintetico e con linguaggio chiaro, le caratteristiche dello strumento finanziario in questione. La decisione della Consob rappresenta una vittoria per coloro che si sono battuti negli anni per la tutela dei risparmiatori e per la trasparenza del mercato.  Le avvertenze, si legge in una nota, “dovranno fornire un’informativa compiuta, ancorché sintetica, tale da consentire una lettura autonoma del testo, fermo restando la necessità di leggere l’intero prospetto e la sezione dedicata ai ‘fattori di rischio'”.

A questo proposito ricorda il Sole 24 Ore:

Com’è noto, i prospetti informativi che accompagnano gli strumenti finanziari e vengono dati ai risparmiatori in occasione della sottoscrizione, sono composti in genere da centinaia di pagine e redatti più con lo scopo di rispondere alle esigenze formali di comunicazione, che di fornire alla clientela finale un quadro comprensibile sulle caratteristiche e sui rischi connessi agli strumenti in essere. La raccomandazione varata dalla Consob, invece, chiede agli operatori di attenersi a criteri di brevità e concisione, semplicità espositiva, comprensibilità ed immediatezza.

Tutto questo poi assume ancora piu’ importanza alla luce della scarsa conoscenza, tra i risparmiatori italiano, di prodotti finanziari. Da un rapporto, pubblicato, poco piu’ di un mese fa dalla stessa Consob, e’ emerso infatti che le famiglie italiane hanno un “basso livello di conoscenze finanziarie”, con quasi il 60% che non possiede nemmeno i concetti di base.  “Solo poco più del 40% degli intervistati è in grado di definire correttamente alcune nozioni di base quali inflazione e rapporto fra rischio e rendimento. Concetti più sofisticati riguardanti le caratteristiche dei prodotti più diffusi registrano percentuali anche inferiori (fino all’11%)”, scriveva l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari.

Fonte: Il Sole 24 Ore