VIA IL CRISTIANO, DENTRO IL MASSONE

7 Novembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Si sono affannati, mentendo per la gola con argomenti grotteschi, allo scopo di dimostrare il falso: la professione di fede personale del commissario designato Rocco Buttiglione, distinta dalla professione di lealtà alla carta dei diritti europea, e lo sconcertante uso della parola “peccato” non hanno alcun rapporto con la sua celere defenestrazione, la “defenestrazione di Strasburgo”.

Poi al posto di Buttiglione è arrivato Franco Frattini, fratello Frattini, cioè un competente funzionario che si è fatto le ossa con onore dentro ambienti e culture massoniche tipici della nostra pubblica amministrazione. I peccati e il padreterno nell’euroburocrazia di Bruxelles sono definitivamente “out”, il Grande Architetto dell’Universo è finalmente “in”.

A noi i massoni non dispiacciono. Mario Ferrara era avvocato, liberale, antifascista e massone in sonno, era quello che chiedeva di “dare un matto ai liberali”, di liberarli dalla maledizione della noia e dell’irrilevanza, e aveva un rapporto biologico con almeno uno dei redattori di questo giornale (Il Foglio, ndr.)). Il quale giornale, essendo liberale per pratica e non per dogmatica, ha sempre e sistematicamente difeso i massoni, quando attaccati con argomenti giustizialisti e clericali, perfino quei fratelli che trovarono rifugio e occasioni di affari nella squinternata Loggia P2, e che alla fine furono assolti da quel “giudice a Berlino” che spazzò via le accuse horror più forsennate, costate ad alcuni di loro mesi di galera ingiusta e proprietà espropriate e incamerate dai massoni democratici e massonicamente corretti.

Non è dunque per spirito antimassonico che rileviamo, e saremo gli unici a farlo, la strana conclusione provvisoria del “caso Buttiglione”. E neanche per clericalismo, sebbene una pubblicità su Vanity Fair, edizione americana, ci iscriva, come potete vedere in ultima pagina, in uno strano club di clerical-chic.

Il fatto è che la nomina sprint di Frattini, al quale giustamente nessuno domanderà in audizione se porti il grembiulino e lavori di compasso, è una conferma del nostro teorema. E di teoremi foglianti confermati non ne mancano, di questi tempi.

Teorema semplice, desunto paradossalmente dai fatti e non dagli assiomi o dai dogmi: l’Europa che si batte gagliardamente contro i conflitti di interessi accetta senza fiatare la commissaria olandese alla concorrenza, che di conflitti di interessi è gravata fino al collo, e l’autore della esecrata legge italiana sul conflitto di interessi, ma è rigorosa e severa con chi osi pronunciare parole cristiane impronunciabili, con chi abbia radici cristiane nell’amicizia con il Papa, con quella strega cattolica bollata di integralismo e impedita al mandato da una maggioranza illiberale e da chi come il Cav. ne ha subito per convenienza il diktat.

Certo che quest’Europa prosternata al capezzale di Arafat e pronta ad accendere piccoli roghi da secoli bui è molto diversa dall’America, dove qualche milionata di credenti cristiani che tifano per il diritto all’esistenza di Israele, quei credenti detti fondamentalisti e integralisti, hanno inflitto alla sinistra snob e illiberale la più cocente sconfitta della sua storia. Come direbbe John F. Kerry, Europe adieu.

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