Verso un mondo di replicanti, il 50% dei lavori è a rischio

5 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Se il ricercatore e inventore Daniel Nadler avesse ragione, allora non c’è da stare molto tranquilli, perché un’intera generazione di laureati con buone posizioni lavorative nel settore bancario dovrebbero iniziare a preoccuparsi e anche parecchio, come riporta il Financial Times.

La start up da lui creata, Warren, riproduce un sistema in grado di sostituire le persone che lavorano in ufficio con macchine intelligenti. Computer, non solo in grado di raccogliere ed elaborare informazioni, ma anche rispondere a domande e raccomandare cosa fare.

“Ci sono diverse centinaia di migliaia di persone impiegate in tale veste. Noi proviamo a sostituirle con le macchine “, ha dichiarato Nadler. “Non siamo in concorrenza con altri fornitori. Siamo in competizione con la gente”.

Il risultato finale, qualora tutto ciò si avverasse, potrebbe risultare preoccupante. Già oggi infatti il 47% dei posti di lavoro negli Stati Uniti è a rischio di informatizzazione, in base ad una previsione dello scorso anno di Carl Benedikt Frey e Michael Osborne, docenti della Oxford University.

McKinsey poi, società di consulenza, ha stimato che entro il 2025 i guadagni di produttività nei campi di “lavoro della conoscenza”, come i servizi professionali, potrebbero rappresentare solamente il 40% di tutti i lavori.