Versamenti sui conti correnti: arrivano i controlli fiscali

16 Agosto 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Un solo versamento sul conto corrente e scattano i controlli. La stretta arriva dopo una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione secondo cui basterà un semplice versamento sul conto di un professionista o di un privato per permettere all’Agenzia delle entrate di avviare un accertamento su eventuali redditi non dichiarati.

A quel punto il contribuente dovrà armarsi di tanta pazienza e dimostrare la propria innocenza tentando di spiegare la provenienza delle somme contestate. La questione finisce per attribuire una “presunzione di evasione fiscale” a favore del fisco, dalla quale è il contribuente a doversi difendere. Come scrive Laleggepertutti:

“Per comprendere meglio la problematica facciamo un esempio pratico. Immaginiamo una persona che riceva da un’altra duemila euro in contanti e li depositi sul proprio conto corrente (…) l’Agenzia delle Entrate nota l’accredito sospetto sul conto bancario del proprietario dell’appartamento; così gli chiede chiarimenti (…) Situazione diametralmente inversa è per i versamenti, sia che questi provengano da bonifici di altri soggetti, che da un deposito di contanti ad opera del titolare del conto: anche a distanza di diversi anni l’Agenzia delle Entrate è libera di accertare il reddito e di chiedere da dove provengono queste somme. E se il contribuente non lo ricorda più, peggio per lui: sarà inevitabile un accertamento fiscale. In pratica, le indagini finanziarie possono essere eseguite nei confronti di tutte le persone fisiche, comprese quelle non titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, limitatamente ai soli versamenti”.