VERSACE, RIBALTONE
IN FAMIGLIA

26 Agosto 2004, di Redazione Wall Street Italia

Il gruppo Versace cambia volto, nel cda entrano professionisti, e Allegra Beck, figlia di Donatella Versace e azionista del 50% del gruppo, si chiama fuori per ora da un impegno diretto nella società.

La casa di moda milanese, fino ad oggi dal forte stampo familiare, assume l’aspetto di una vera e propria azienda. L’assemblea dei soci, riunita oggi a Milano, ha deciso infatti di ampliare da tre a sette il numero dei consiglieri, integrandoli con nomi spiccatamente tecnici. Il ruolo di amministratore delegato, mai ricoperto da un membro non della famiglia, e di fatto vacante dalla scomparsa di Gianni Versace, verrà ora ricoperto da Giancarlo Di Risio, che ha già ricoperto il medesimo incarico in It Holding e Fendi.

Ma entrano a far parte del board anche Marco Salomoni, Paolo Colombo e Massimo Cremona. Una scelta volta alla managerializzazione del gruppo e, da quanto si apprende, fortemente voluta dalla stessa Allegra. Lo scorso 30 giugno, al compimento del diciottesimo anno di età, Allegra Beck era entrata in possesso del 50% del gruppo lasciatole in eredità dallo zio Gianni, assassinato a Miami, in Florida, di fronte alla sua villa di South Beach nel 1997.

Da pochi giorni azionista di Versace, Allegra non aveva esercitato i propri diritti di voto nell’assemblea dello scorso 6 luglio, chiamata ad approvare il bilancio 2003 e il rinnovo del cda, poi rimandato a oggi, in seconda convocazione, lasciando ogni decisione alla madre Donatella, che detiene il 30% del gruppo, e allo zio Santo, che possiede il rimanente 20%.

In quell’occasione il gruppo si era lasciato alle spalle uno dei suoi momenti finanziari più difficili, rimborsando in extremis un bond da 100 milioni di euro grazie all’intervento di Banca Intesa, che era entrata in soccorso della società con un prestito da 120 milioni di euro. Ma il 2003 di Versace è stato sicuramente un anno difficile anche dal punto di vista dei conti: il gruppo ha archiviato l’esercizio con un perdita netta di 26,5 milioni di euro, rispetto al rosso di pertinenza del gruppo per 5,8 milioni, e ricavi consolidati in calo a 403 milioni a fronte dei 483 registrati nello stesso periodo precedente.

I soci, comunque, si erano mostrati fiduciosi, affermando, in un comunicato congiunto, che dopo “il puntuale rimborso del bond, il gruppo poteva dedicarsi interamente alla realizzazione delle iniziative strategiche e all’implementazione del piano a lungo termine che gli azionisti condividono per la societa”.

Ma resta ancora da sciogliere il nodo legato alla ricerca di un partner finanziario che affianchi i tre soci all’interno della compagine azionaria della maison: una ricerca affidata a Lazard e Credit Suisse First Boston, e che dovrebbe chiudersi, comunque, entro la fine dell’anno. E proprio la scelta di dare una forte impronta professionale e manageriale al gruppo, con la presenza di consiglieri indipendenti in cda, potrebbe essere un punto di svolta e la chiave vincente nella ricerca di un nuovo partner.