Venezuela, Maduro contro Usa: “In caso di invasione popolo armato di fucile”

27 Dicembre 2018, di Alessandra Caparello

Preparato “ad affrontare tutto”, avvertendo “l’Impero americano” che, se oserà invadere il Paese, dovrà affrontare “un popolo armato di fucile”. Queste le parole pronunciate dal presidente del Venezuela, Nicolas Maduro contro gli Usa.

Il Venezuela vive una grande crisi economica coincisa all’incirca con la salita al potere di Nicolas Maduro, successore prescelto di Hugo Chavez. Maduro il prossimo 10 gennaio giurerà per il suo secondo mandato, un appuntamento criticato come incostituzionale da molti Paesi latinomaericani e internazionali. Il mese scorso le Nazioni Unite hanno annunciato lo stanziamento di 9,2 milioni di dollari  per aiuti di emergenza. Una situazione al collasso che deve scontare anche le sanzioni economiche imposte da Usa e Ue. Ma il Venezuela può contare anche sulla più ampia riserva di petrolio al mondo e per uscire dalla crisi il governo Maduro ha puntato proprio sull’oro nero lanciando a febbraio una criptovaluta allacciata al prezzo del petrolio, il Petro. Ma non è stato abbastanza visto che l’iperinflazione non accenna a ridursi.

Nei giorni scorsi il Venezuela ha avviato un duro scontro diplomatico con la vicina Guyana, rivendicando la sovranità sulle risorse petrolifere presenti in una regione posta al confine tra le due nazioni. Nel 1899 un tribunale internazionale assegnò proprio alla Guayana il territorio conteso ma ora Caracas disconosce la decisione. Maduro sostiene che in quel lembo di terra vi siano “cinque miliardi di barili” di greggio, un tesoretto che potrebbe risollevare la nazione dalla drammatica crisi in cui versa.

Da qui Caracas, al fine di “presidiare” il territorio situato tra il Cuyuni e l’Esequibo, ha quindi inviato al largo della costa della Guyana diverse “unità navali”. La risposta degli Usa non si è fatta certo attendere  e il Dipartimento di Stato ha emesso un comunicato a Caracas accusata di “minacciare palesemente la sovranità di una nazione vicina”. “Brutale ingerenza” di Washington negli “affari interni dell’America latina” ha risposto il Venezuela aprendo così di fatto un nuovo capitolo nello scontro con gli Usa.