VENDITE INSIDER: IN AUMENTO, MA NON TROPPO

28 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

L’entita’ delle vendite insider e’ scoraggiante. Negli ultimi due mesi i dirigenti hanno venduto azioni delle proprie societa’ piu’ di tre volte l’ammontare di quelle acquistate. Hanno poi venduto $19 in titoli per ogni dollaro acquistato.

Tutto sembra presagire un calo del mercato, ma l’atteggiamento degli insider non e’ cosi’ pessimista.

Il volume delle vendite insider, infatti, non viene confrontato accuratamente con le statistiche sugli acquisti. Quando infatti gli insider utilizzano le stock option per acquistare titoli delle proprie societa’, queste transazioni non vengono incluse nei dati sugli acquisti.

Il volume delle vendite e’ poi sceso drammaticamente quest’anno. Secondo Thomson Financial/Lancer Analytics, le vendite medie mensili degli ultimi sei mesi sono ammontate a $3,3 miliardi, contro i $5,9 miliardi d’inizio 2000, e il numero degli ordini di vendita e’ in calo del 45% negli ultimi due mesi rispetto ai mesi di febbraio e marzo 2000.

“Quando gli insider vendono azioni, gli azionisti temono che ci siano guai all’orizzonte”, ha commentato Eric Bjorgen, analista di Leuthold/Weeden Research.

L’analista, pero’, osservando solo le transazioni riguardanti 100.000 azioni o $1 milione in azioni, ha notato che il valore in dollari delle vendite insider delle ultime 10 settimane rappresenta lo 0,8% del valore del mercato, in calo rispetto ai massimi di 1,8% del maggio 2000.

Tradizionalmente gli analisti hanno giudicato il ‘sentiment’ degli insider seguendo la proporzione vendite contro acquisti – sia per numero di transazioni, che di azioni, che di valore. Gli acquisti sono particolarmente critici in quanto vengono effettuati solo se l’insider e’ fiducioso nelle prospettive della societa’.

In passato la proporzione vendite/acquisti e’ stata un importante indicatore dei movimenti di mercato: secondo Vickers c’e’ stata una predisposizione alle vendite insider alla fine del 1986 prima del crollo del mercato del 1987 e poi un movimento verso gli acquisti nel 1998.

Secondo Leuthold/Weeden, poi, la proporzione vendite/acquisti ha sottolineato il fondo del mercato alla fine del 1990 per poi mandare un altro chiaro segnale nel maggio 2000.

Poiche’ gli acquisti insider attraverso l’esercizio delle opzioni non vengono calcolati, la mancanza di chiara evidenza sugli acquisti scoraggia gli analisti dal prevedere un nuovo mercato orso.

“C’e’ molta cautela. Nessuno vuole sbilanciarsi”, ha commentato Lon Gerber, direttore delle ricerche di Thomson Financial/Lancer Analytics.

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