Vendite dettaglio -3%, mentre la menzogna continua

28 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – E’ piuttosto difficile riuscire a credere, anche mettendo da parte il più possibile il proprio pessimismo, che la crisi in Italia si avvia alla conclusione. Se ci sono dati oggettivi, questi sono infatti rappresentati dai numeri, che raramente mentono.

E gli ultimi sono decisamente deprimenti, e dipingono una Italia ancora intrappolata nella morsa della recessione. Il governo Letta potrà anche continuare a raccontare la favola della ripresa, ma gli italiani sono anche stanchi di sentire le sue litanie su ciò che avrebbe fatto. D’altronde, la Casta si tiene ben presto i propri privilegi, mentre il paese annaspa. L’ultima prova del nove arriva dal dato relativo alle vendite al dettaglio, che sono scivolate a giugno del 3% su base annua, scendendo -0,2% rispetto al mese precedente.

Nella media del trimestre aprile-giugno 2013 l’indice è calato dello 0,3% su base trimestrale.

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Su base annua, andando a scomporre il dato, ribassi sostenuti sia per la grande distribuzione (-2,3%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-3,6%). Nella grande distribuzione le vendite sono scese, in termini tendenziali, del 2,3% per i prodotti alimentari e del 2,4% per quelli non alimentari. Nelle imprese operanti su piccole superfici calo – 4,5% per i prodotti alimentari e del 3,4% per quelli non alimentari.

Con riferimento alla tipologia di esercizio della grande distribuzione, a giugno 2013 si rileva una variazione tendenziale negativa per gli esercizi non specializzati (-2,8%) e un aumento per quelli specializzati (+0,4%). Tra i primi, diminuiscono del 2,7% le vendite degli esercizi a prevalenza alimentare e del 3,8% quelle degli esercizi a prevalenza non alimentare. Più in dettaglio, tra gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, le vendite dei discount registrano la flessione più contenuta (-1,3%), mentre quelle degli ipermercati e dei supermercati segnano variazioni negative più sostenute (rispettivamente -2,6% e -3,2%).

Per quanto riguarda il valore delle vendite di prodotti non alimentari, a giugno 2013 si registrano variazioni tendenziali negative in tutti i gruppi di prodotti. Le flessioni di maggiore entità riguardano i gruppi Elettrodomestici, radio, tv e registratori (-5,9%) e Prodotti farmaceutici (-4,6%); quelle più contenute riguardano i gruppi Utensileria per la casa e ferramenta (-0,6%) e Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (-1,3%).

Nel confronto con il primo semestre del 2012, le vendite di prodotti alimentari segnano una flessione dell’1,8% e quelle di prodotti non alimentari del 3,5%, per una diminuzione complessiva del 3%.

Lo scorso 7 agosto il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni aveva parlato di “recessione finita in Italia”. Una grande menzogna che non ha bisogno di grandi prove per essere smentita. Basta guardare alla carrellata di dati che vengono comunicati relativi allo stato di salute dell’Italia.