VELTRONI RIAPRE
I GIOCHI
PRODI E’ AVVERTITO

10 Dicembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Walter Veltroni è sceso in campo con piglio e decisione. La lunga lettera-saggio a Romano Prodi, inviata a L’Espresso, è come una chiamata alle armi. Alle armi contro il centrodestra, certo. Ma anche (forse soprattutto) contro un centrosinistra che appare senza testa e senza anima. Il giudizio è troppo pesante? Leggiamo il passaggio chiave dello scritto veltroniano: «Il centrosinistra deve recuperare sul proprio terreno quello che non può non appartenergli….Non si va lontano senza avere e senza offrire una visione».

La visione che il sindaco di Roma offre è quella di «un riformismo che abbia concretezza, realismo politico, ma insieme coscienza critica e capacità di accogliere le passioni». E’ la sua versione di “riformismo forte”. Ma qui non vogliamo entrare nel merito di analisi molte delle quali non possiamo non condividere. A cominciare dalla spiegazione del perché ha vinto Bush e perché la politica dell’anybody but Bush non poteva non fallire (Veltroni non lo dice, ma è chiaro che va applicata la proprietà transitiva che da Bush ci porta a Berlusconi). C’è l’esigenza di riformare il welfare state, adattandolo alla nuova situazione economico-sociale, c’è persino la riforma del patto di stabilità e una concezione dell’Unione europea non conservatrice e predicatoria. C’è la priorità dello sviluppo e molti altri temi.

Quel che più colpisce nello scritto di Veltroni non è tanto il contenuto, quanto il tono intessuto di un appassionato senso di urgenza. E il richiamo alla “visione” che non è il programma, ma quel che dovrebbe ispirarlo, è la direzione di marcia e la bussola per orientarsi in una situazione politica particolarmente complicata. Colpisce il senso di allarme che trapela da ogni riga. L’illusione che il berlusconismo imploda, per l’incapacità intrinseca di dare seguito alle sue premesse, è finita. Ha generato un torpore al limite dell’ottundimento, come il dormiveglia che prende nei roventi pomeriggi d’estate. Veltroni getta un secchio d’acqua ghiacciata sul volto del centrosinistra e lo invita a risvegliarsi. Del centrosinistra e del suo leader ben amato e rispettato.

Ben amato e rispettato dallo stesso Veltroni, il quale, sia chiaro, conclude ribadendo un netto nobody but you: «Sei tu, Romano l’uomo giusto per il centrosinistra e per l’Italia». In modo che nessuno possa dire che la discesa in campo di Veltroni rappresenta una sfida diretta a Prodi. Anche se tutti lo pensano.

Del resto, lo stesso sindaco di Roma conclude ricordando che «l’affermazione delle nostre idee è possibile, è vicina, possiamo vederla. Ma non è scontata». A chi pensava che bastasse una marcia trionfale (in carrozza o in pullman, ma pur sempre trionfale) verso la vittoria alle regionali, Veltroni ricorda Kerry e rammenta che Berlusconi (come Bush) è vivo e vegeto. Siamo certi che la lettera-saggio verrà considerata “un contributo al dibattito”. Ma siamo altrettanto sicuri che è molto di più. Lo sa bene Prodi e lo sanno bene gli altri dirigenti del centrosinistra.

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