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VALUTE: L’EURO CONTINUA A ESSERE UN SELL

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti sulla scia del mercato azionario. Dopo il discorso di Trichet di ieri che ha nuovamente ribadito la volontà della Bce di evitare una spirale inflazionistica e dopo i dati deludenti sulla crescita, gli operatori hanno allontanato l’ipotesi di un cambiamento dei tassi a breve termine, spostando l’attesa di un possibile taglio nel 2009.


Ieri la Commissione Europea ha rilasciato le nuove stime di crescita per il 2008 portando quelle dell’area Euro a 1,3% da 1,7%, mentre per l’Italia la crescita dovrebbe attestarsi allo 0,1% dallo 0,5%. Per l’area Euro secondo la Commissione dovrebbe essere evitata la recessione tecnica, al contrario invece della Germania. Relativamente all’inflazione dell’intera area le stime sono state riviste al 3,6% dal 3,1%. Sul decennale il supporto si colloca a 4,03% e la resistenza a 4,13%.

Negli Usa l’attenzione è stata focalizzata sull’andamento del comparto finanziario in attesa dei dati trimestrali di Lehman. L’indice S&P500 ha chiuso in positivo grazie principalmente al comparto energetico. Il comparto finanziario è stato invece ancora interessato da una giornata piuttosto turbolenta. Le notizie provenienti dalla conferenza stampa di Lehman non sono riuscite a rassicurare gli operatori, con il titolo che ha chiuso con una perdita di circa il 7%.

In particolare diversi analisti hanno manifestato perplessità sul fatto che non è stato annunciato nessuna vendita effettiva di asset a controparti esterne. L’attenzione è focalizzata anche sulle forti perdite di Washington Mutual (ieri -30% circa), la principale cassa di risparmio Usa che a fine anno aveva cercato invano di portare avanti negoziati per la vendita a soggetti esterni. Nel frattempo si cominciano a delinearsi sempre meglio gli effetti concreti del piano di salvataggio delle agenzie sui mutui.

Da un lato tale decisione è stata definita dall’ISDA un evento di default, comportando pertanto l’esercizio della protezione sul valore dei CDS stimati in un ammontare fino a $500 miliardi, il che comporterebbe perdite potenziali per i venditori di protezione fino a $25 miliardi. Dall’altro lato la discussione nell’ambito dell’amministrazione sul trattamento del debito delle due agenzie, sta trovando un’ipotesi di soluzione considerando ricomprendibile nel bilancio federale solo i quasi $1700 miliardi (su un totale di $5200 miliardi) non collateralizzati da mutui.

Anche in questo caso l’impatto sarebbe non trascurabile: il debito pubblico Usa passerebbe da $9600 miliardi a circa $11000miliardi, pari a circa il 77% del Pil. In tale contesto pertanto non sorprende il continuo aumento dei CDS sui Treasury decennali, arrivati ieri in prossimità dei. Nel breve ed in vista dell’asta sul decennale oggi da $12 miliardi, ribadiamo il supporto a 3,55%.

Valute: il Dollaro ha ripreso la fase di apprezzamento verso Euro forando al ribasso questa mattina quota 1,40. Il timore di un rallentamento più marcato dell’economia dell’area Euro sta svolgendo un ruolo importante. Da un punto di vista tecnico, la rottura del livello di 1,4050 citato ieri, apre la possibilità di estensione del movimento fino alla soglia di 1,38, pari alla metà del ritracciamento da fine 2005.

Yen in apprezzamento sulla scia del ribasso dei listini asiatici. Verso Euro il movimento è stato amplificato dal calo dell’Euro/Dollaro. La rottura del supporto 150 è pertanto causa più di una debolezza generale dell’Euro sui mercati valutari che di una forza propria dello Yen. Il supporto più vicino si colloca a 149,30 circa. La resistenza a 152. Verso Dollaro lo Yen continua ad essere poco volatile, mantenendosi ben sopra il supporto 105.

Materie Prime: prosegue il ribasso del greggio nonostante la riduzione della produzione dell’Opec ed il forte calo delle scorte Usa (probabilmente dovuto all’utilizzo per far fronte alla chiusura degli impianti per il passaggio dell’uragano Gustav). Il calo dei prezzi potrebbe essere stato favorito dall’Iea che ha abbassato le previsioni sulla domanda globale per il 2008 e 2009. Questa mattina il greggio ha tentato un rimbalzo sul rafforzamento dell’uragano Ike che si appresta ad entrare nel Golfo del Messico ed arrivare sul Texas nel week end. In rialzo i metalli industriali guidati dallo zinco (+1,9%). L’apprezzamento del Dollaro ha penalizzato i metalli preziosi, peggiore comparto del GSCI index. L’oro ha perso il 3,7%, l’argento il 7,1%. Deboli gli agricoli guidati dal ribasso della soia (-2,3%).

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