Vaccino: quello della Janssen in fase tre della sperimentazione

16 Novembre 2020, di Alessandra Caparello

Dopo quello di Pfizer-BioNTech, un altro vaccino anti Covid arriva alla fase tre della sperimentazione. Trattasi di quello della Janssen, società farmaceutica che fa capo alla multinazionale della chimica Johnson&Johnson, temporaneamente sospeso ad ottobre.

Il vaccino di Janssen

La fase 3 del vaccino Janssen, come conferma il ministro britannico della Sanità Matt Hancock, coinvolgerà 7000 volontari nel Regno Unito e 23.000 in altri Paesi ed è un modello “molto simile a quello di Oxford/AstraZeneca”, ha detto a SkyNews Saul Faust, direttore del laboratorio di Southampton che coordina il progetto di ricerca.

Quello di Janssen si aggiunge alla lista dei preparati che si stanno sviluppando per contrastare l’infezione dal Coronavirus, dopo quello della Pfizer-BioNTech, il prototipo messo a punto dall’Università di Oxford assieme all’AstraZeneca con la collaborazione dell’italiana Irbm di Pomezia (primo in assoluto in Occidente a entrare nella fase 3) e quello di Novavax.

Il vaccino della Pfizer è un vaccino che “va conservato a -70 gradi. Non è come andare su Marte, è qualcosa che si può fare. Sarebbe un peccato se non ci si potesse vaccinare per carenza di organizzazione” ricorda il virologo Roberto Burioni.

“Non sappiamo quanto sia efficace questo vaccino negli anziani. I primi da vaccinare sono i sanitari e le altre persone esposte professionalmente al contagio. Se il vaccino non funziona sugli anziani, dovremo vaccinare tutti gli altri per evitare la circolazione del virus”.

Il prodotto che invece sta mettendo a punto Oxford-AstraZeneca sarà più economico, più facile da immagazzinare, trasportare e distribuire e con tutta probabilità potrebbe arrivare molto tempo prima di quello della Pfizer.

La situazione in Italia

Intanto la bozza del piano per il vaccino contro il coronavirus è pronta. L’hanno messa a punto gli esperti del ministero della Salute e si cominciano già a delineare le categorie individuate come prioritarie per la somministrazione del vaccino. Le prime dosi a disposizione andranno a una fascia che conta circa un milione e 700mila cittadini, individuati in funzione della loro “fragilità e potenziale esposizione al virus”, come gli operatori sanitari e gli anziani ospiti nelle Rsa