UTILI TRIMESTRALI DELLE BLUE CHIP

17 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

Ecco i risultati di bilanci delle trenta societa’ comprese nell’indice Dow Jones Industrial Average relativi al secondo trimestre del 2001:

Alcoa (AA – Nyse):
Il primo produttore mondiale di alluminio ha riportato nel secondo trimestre dell’anno utili di $429 milioni pari a 49 centesimi per azione. Il dato e’ decisamente superiore alle aspettative del mercato (Thomson Financial/First Call), che si attendeva profitti tra i 42 e i 48 centesimi per azione. Nello stesso periodo dello scorso anno Alcoa aveva registrato utili per $377 milioni pari a 47 centesimi per azione. Il fatturato e’ stato di 5,99 miliardi, contro i $5,57 miliardi dello scorso anno (secondo trimenstre). (Vedi anche UTILI: ALCOA BATTE LE ASPETTATIVE)

American Express (AXP – Nyse):

Il colosso delle carte di credito ha registrato nel secondo trimestre un utile netto di $178 milioni, o 13 centesimi per azione, rispetto ai $740 milioni, o 54 centesimi per azione, dello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato si e’ rivelato in linea con le stime di Wall Street (consensus Thomson Financial/First Call), che si attendeva un utile di 13 centesimi per azione. Il fatturato di American Express e’ sceso invece a $4,9 miliardi rispetto ai $5,56 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. (Vedi anche UTILI: AMERICAN EXPRESS $0,13 PER AZIONE)

AT&T (T Nyse):

Il primo operatore telefonico statunitense ha riportato per il secondo trimestre dell’anno una perdita di $191 milioni, pari a 5 centesimi per azione. Nello stesso periodo del 2000, il gruppo aveva terminato con un utile di $1,75 miliardi, o 53 centesimi per azione. Esclusi gli oneri straordinari, AT&T ha riportato un utile operativo di 4 centesimi per azione rispetto ai precedenti 47, collocandosi al di sopra delle stime degli analisti di Wall Street (consensus First Call/Thomson Financial), che si attendevano un utile operativo di 3 centesimi per azione. Il fatturato e’ sceso del 3% a $13,33 miliardi, mentre per il terzo trimestre il colosso delle telecomunicazioni prevede di conseguire un utile di 2-5 centesimi per azione, in calo rispetto ai 6 centesimi stimati da Wall Street. (Vedi anche UTILI: PER AT&T PERDITA DI $0,05 PER AZIONE)

Boeing (BA – Nyse):
Il gigante aerospaziale ha chiuso il secondo trimestre con utili netti di $804 milioni, pari a 95 centesimi ad azione, contro i 71 centesimi dell’anno scorso. Il mercato prevedeva utili di 91 centesimi per azione (consensus First Call/Thomson Financial). La maggiore societa’ aerospaziale al mondo ha superato le attese degli analisti grazie all’aumento del 3% del fatturato che ha raggiunto $15,4 miliardi. (Vedi anche UTILI: BOEING BATTE LE ASPETTATIVE)

Caterpillar (CAT – Nyse):
Il leader mondiale nei macchinari per l’edilizia e le costruzioni ha concluso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di $5,49 miliardi, pari a 78 centesimi per azione, contro i $315 milioni, o 90 centesimi per azione, avuti nello stesso periodo del 2000. La societa’ batte le aspettative degli analisti di Wall Street per un utile di 71 centesimi per azione (consensus First Call/Thomson Financial). Il fatturato si e’ attestato a $5,49 miliardi, in rialzo rispetto ai $5,06 miliardi del secondo trimestre dell’anno scorso. (Vedi anche UTILI: CATERPILLAR BATTE LE STIME DI MERCATO)

Citigroup (C – Nyse):
Il colosso finanziario ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di 3,54 miliardi, pari a 69 centesimi per azione, in rialzo rispetto ai $3,34 miliardi, o 65 centesimi per azione dello stesso periodo del 2000. L’utile operativo, che esclude alcuni oneri straordinari relativi al taglio di posti di lavoro e l’adozione di un diverso sistema contabile, e’ stato di $3,79 miliardi, o 74 centesimi per azione. Il dato operativo e’ superiore alle stime degli analisti di Wall Street che si aspettavano un utile operativo di 73 centesimi per azione (consensus First Call/Thomson Financial). Il fatturato e’ stato di $20,3 miliardi. (Vedi anche UTILI: CITIGROUP 69 CENTESIMI PER AZIONE)

Coca-Cola (KO – Nyse):
Il primo produttore al mondo di bevande analcoliche ha terminato il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di $1,12 miliardi, pari a 45 centesimi per azione, contro i $926 milioni, o 37 centesimi per azione, avuti nello stesso periodo del 2000. Secondo i dati di First Call/Thomson Financial, il mercato prevedeva un utile contenuto a 43 centesimi per azione. Il fatturato si e’ attestato a $5,293 miliardi, in ribasso del 3,5% rispetto ai $5,487 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. (Vedi anche UTILI: COCA-COLA 45 CENTESIMI PER AZIONE)

DuPont (DD – Nyse):
Il colosso chimico e farmaceutico ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con una perdita netta di $213 milioni, pari a 21 centesimi per azione, contro un utile di $688 milioni, o 66 centesimi per azione, avuti nello stesso periodo del 2000. Esclusi gli oneri straordinari, la societa’ ha registrato un utile pro-forma di $432 milioni, o 41 centesimi per azione. Secondo i dati di First Call/Thomson Financial, gli analisti a Wall Street si attendevano in media un utile pro-forma di 40 centesimi per azione – le stime erano state abbassate dopo il ‘profit warning’ della societa’. Il fatturato e’ stato di $7 miliardi, in calo rispetto ai $7,9 miliardi avuti nel secondo trimestre dello scorso anno. (Vedi anche UTILI: PER DUPONT PERDITA DI $0,21 PER AZIONE)

Eastman Kodak (EK – Nyse):
Il primo produttore al mondo di pellicole fotografiche ha dichiarato per il secondo trimestre dell’anno un utile netto di $36 milioni, pari a 12 centesimi per azione. Nello stesso periodo dello scorso anno gli utili si erano attestati a $506 milioni, pari a $1,62 per azione. L’utile pro-forma, che esclude gli oneri straordinari, e’ stato di $325 milioni, o $1,12 centesimi per azione. Il dato pro-forma e’ in linea con quanto atteso dagli analisti a Wall Street (consensus First Call/Thomson Financial). Il fatturato relativo al secondo trimestre e’ stato di $3,59 miliardi, in calo del 7% rispetto ai $3,75 miliardi dello stesso periodo del 2000. (Vedi anche UTILI: KODAK 12 CENTESIMI PER AZIONE)

Exxon Mobil Corp. (XOM – Nyse):
La prima societa’ petrolifera negli USA ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di $4,45 miliardi, pari a 65 centesimi per azione, contro i $4,53 miliardi, o 65 per azione, avuti nello stesso periodo del 2000. Esclusi i proventi straordinari, la societa’ ha conseguito un utile operativo di $4,38 miliardi, pari a 64 centesimi per azione. Gli analisti a Wall Street ipotizzavano un utile operativo di 66 centesimi per azione (consensus First Call/Thomson Financial). Il fatturato e’ stato di $56,46 miliardi, in crescita rispetto ai $55,96 avuti nel secondo trimestre dello scorso anno. (Vedi anche UTILI: EXXON 65 CENTESIMI PER AZIONE)

General Electric (GE – Nyse):
Il colosso industriale ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di $3,9 miliardi, pari a 39 centesimi per azione, in rialzo del 15% sull’anno e in linea con le aspettative di mercato. La societa’ aveva riportato nel secondo trimestre del 2000 un utile di $3,38 miliardi, o 34 centesimi per azione, mentre per il trimestre appena concluso gli analisti di Wall Street si aspettavano un utile proprio di 39 centesimi per azione (consensus First Call/Thomson Financial). La societa’, biasimando il continuo indebolimento dell’economia, ha poi fatto sapere che il fatturato ha segnato nel secondo trimestre una flessione del 2,7% portandosi a $32 miliardi. Nello stesso periodo dello scorso anno le vendite si erano attestate a $32,9 miliardi. (Vedi anche UTILI: GE IN LINEA CON LE ATTESE DI MERCATO)

General Motors (GM – Nyse):
La casa automobilistica ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un calo degli utili del 74% a causa della diminuzione delle vendite negli USA e delle perdite avute nelle operazioni all’estero. La societa’ ha terminato il trimestre con un utile netto di $477 milioni, pari a $1,03 per azione, contro $1,88 miliardi, o $2,93 per azione dello stesso periodo del 2000. Il risultato include un onere straordinario di $133 milioni, o 23 centesimi per azione. Escluso l’onere straordinario, l’utile pro-forma e’ stato di $610 milioni, pari a $1,26 per azione. Gli analisti di Wall Street ipotizzavano un utile pro-forma di $1,14 per azione (consensus First Call/Thomson Financial). Il fatturato e’ stato di 46,1 miliardi, in calo del 5,3% rispetto ai $48,7 miliardi dell’anno scorso. (Vedi anche UTILI GENERAL MOTORS IN CALO DEL 74%)

Hewlett Packard (HWP – Nyse):
Il colosso informatico ha riportato, per il secondo trimestre dell’anno, un utile netto di $111 milioni, o 6 centesimi per azione.
Nello stesso periodo dello scorso anno il gruppo aveva registrato un utile di $1.046 milioni, pari a 51 centesimi per azione. Su base pro forma, cioe’ escludendo gli oneri straordinari, la societa’ ha registrato un utile di $218 milioni, pari a 11 centesimi per azione. Il risultato si e’ rivelato al di sopra delle attese di Wall Street di 3 centesimi per azione(Zacks). Hewlett Packard ha annunciato un fatturato di $10,1 miliardi contro i $11,8 miliardi dello scorso anno. (Vedi anche UTILI: HEWLETT PACKARD AL DI SOPRA ATTESE)

Home Depot (HD – Nyse):
La piu’ grande catena di negozi per il bricolage e il fai-da-te ha riportato per il suo secondo trimestre fiscale un utile netto di $924 milioni, o $0,39 per azione. Il risultato si e’ collocato al di sopra delle stime di Wall Street (consensus First Call/Thomson Financial), che si attendeva un utile di $0,37 per azione, mentre nello stesso periodo dello scorso anno il gruppo aveva registrato un utile netto di $838 milioni, pari a $0,36 per azione. Il fatturato e’ salito del 16% a $14,6 miliardi contro i $12,6 miliardi dell’anno precedente. (Vedi anche UTILI: HOME DEPOT BATTE LE ASPETTATIVE)

Honeywell International Inc. (HON – Nyse):
Il gruppo industriale diversificato ha registrato per il trimestre appena concluso un utile netto di $50 milioni, pari a 6 centesimi per azione, contro i $617 milioni, o 76 centesimi per azione, avuti nello stesso periodo del 2000. Escluso l’onere straordinario, l’utime operativo si e’ attestato a $450 milioni, pari a 55 centesimi per azione. Gli analisti di Wall Street si attendevano 53 centesimi per azione (consensus First Call/Thomson Financial). Il fatturato e’ stato di $6,07 miliardi, in calo del 3,9% rispetto ai $6,31 miliardi registrati nel secondo trimestre del 2000. (Vedi anche UTILI HONEYWELL IN CALO DEL 92% SULL’ANNO)

Intel (INTC – Nasdaq):
Il primo produttore al mondo di semiconduttori ha riportato per il secondo trimestre dell’anno un utile netto di $196 milioni, pari a 3 centesimi per azione. Lo scorso anno il gruppo aveva registrato un utile netto di $3,14 miliardi, pari a 45 centesimi per azione. Il fatturato e’ sceso a $6,33 miliardi contro gli $8,3 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. (Vedi anche UTILI: INTEL 3 CENTESIMI PER AZIONE)

International Business Machines (IBM – Nyse):
Il colosso informatico International Business Machines ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di $2 miliardi, pari a $1,15 per azione, in leggera crescita rispetto agli $1,9 miliardi, o $1,06 per azione, avuti nello stesso periodo dello scorso anno. Secondo i dati di First Call/Thomson Financial, gli analisti di Wall Street si attendevano un utile proprio di $1,15 per azione. Il fatturato, che risente dell’indebolimento del settore personal computer, e’ stato di $21,6 miliardi, in linea con i $21,65 miliardi del secondo trimestre del 2000, ma inferiori ai $22,5 miliardi attesi dagli analisti (consensus First Call/Thomson Financial). (Vedi anche UTILI: IBM IN LINEA CON LE ATTESE DI MERCATO)

International Paper (IP – Nyse):
La societa’ leader al mondo nel settore cartario ha annunciato per il secondo trimestre una perdita netta di $313 milioni, pari a 65 centesimi ad azione, contro gli utili netti di 64 centesimi ad azione dell’anno scorso. La societa’ ha registrato perdite superiori a quelle del primo trimestre – $44 milioni, pari a 9 centesimi ad azione – a causa di costi di chiusura d’impianti e di licenziamenti. Il fatturato e’ stato di $6,7 miliardi, in calo rispetto ai $6,8 miliardi avuti nel secondo trimestre del 2000. (Vedi anche UTILI: PER IP PERDITA DI 65 CENTESIMI PER AZIONE)

Johnson & Johnson (JNJ – Nyse):
Il colosso dei prodotti per la cura personale ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di $1,48 miliardi, pari a 48 centesimi per azione, in rialzo rispetto agli $1,36 milioni, o 44 centesimi per azione, avuti nello stesso periodo del 2000. Esclusi oneri straordinari per $102 milioni, la societa’ ha avuto un utile pro-forma di $1,58 miliardi, o 51 centesimi per azione. Il dato pro-forma e’ di due centesimi inferiore ai 53 centesimi previsti dagli analisti di Wall Street (consensus First Call/Thomson Financial). Il fatturato e’ stato di $8,34 miliardi nel secondo trimestre, in flessione dell’8,8% rispetto ai $7,67 miliardi registrati nello stesso periodo dello scorso anno. (Vedi anche UTILI: J&J DELUDE LE ASPETTATIVE)

JP Morgan Chase (JPM – Nyse):
Il gruppo bancario ha annunciato per il secondo trimestre utili di $690 milioni, pari a 33 centesimi per azione, in calo del 61% rispetto a $1,76 miliardi, o 89 centesimi per azione, dell’anno scorso. Per la terza volta in un anno, i risultati hanno deluso gli analisti che prevedevano utili compresi tra 55 e 72 centesimi per azione (consensus First Call/Thomson Financial). Il fatturato totale e’ stato di $7,1 miliardi, in calo del 14% sull’anno. (Vedi anche UTILI JP MORGAN IN CALO DEL 61% SULL’ANNO)

McDonald’s Corp. (MCD – Nyse):
La piu’ grande catena di ristoranti al mondo ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di $440,9 milioni, pari a 34 centesimi per azione, in calo rispetto ai $525,9 milioni, o 39 centesimi per azione, avuti nello stesso periodo del 2000. Secondo i dati di First Call/Thomson Financial, gli analisti di Wall Street ipotizzavano un utile proprio di 34 centesimi per azione. La societa’, che ha risentito del dollaro forte e delle preoccupazioni in Europa riguardanti la cosiddetta ‘mucca pazza’, ha registrato vendite di $10,238 miliardi, in linea con i $10,237 miliardi avuti nel secondo trimestre dello scorso anno. (Vedi anche UTILI: MCDONALD’S IN LINEA CON LE ATTESE)

Merck (MRK – Nyse):
Il colosso chimico e farmaceutico ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di $1,8 miliardi, pari a 78 centesimi per azione, in leggero rialzo rispetto a $1,7 miliardi, o 73 centesimi per azione, avuti nello stesso periodo del 2000. Il risultato, che ha giovato dei buoni risultati della divisione Human Health, e’ in linea con le aspettative di Wall Street (consensus First Call/Thomson Financial). Il fatturato e’ stato di $11,9 miliardi, in crescita del 25% rispetto al secondo trimestre dell’anno scorso. (Vedi anche UTILI: MERCK IN LINEA CON LE ATTESE DI MERCATO)

Microsoft (MSFT – Nasdaq):
La piu’ grande softwarehouse al mondo ha chiuso il secondo trimestre dell’anno, il suo quarto fiscale, con un utile netto di $66 milioni, pari a 1 centesimo per azione, contro i $2,41 miliardi, o 44 per azione, avuti nello stesso periodo del 2000. Il fatturato e’ stato di $6,58 miliardi, in rialzo rispetto ai $5,80 miliardi avuti nello stesso periodo dello scorso anno. La societa’ si attendeva per il secondo trimestre vendite tra tra $6,5 miliardi e $6,6 miliardi.(Vedi anche UTILI: MICROSOFT 1 CENTESIMO PER AZIONE)

Minnesota Mining and Manufacturing Co. (MMM – Nyse):

Il colosso industriale e una delle 30 blue chip del Dow Jones, ha annunciato per il secondo trimestre utili netti of $202 milioni, pari a 50 centesimi per azione. Escluso un onere straordinario di $249 milioni, l’utile operativo e’ stato di $451 milioni, pari a $1,12 ad azione. Secondo i dati di First call/Thomson Financial, gli analisti di Wall Street si attendevano un utile operativo di $1,13 per azione. Nello stesso periodo dello scorso anno l’utile era stato di $470 milioni, o $1,18 per azione. La societa’, conosciuta anche come 3M, ha registrato vendite totali di $4,079 miliardi, il 3,9% in meno dell’anno scorso e ha annunciato che a causa del cambio, gli utili del secondo trimestre sono calati di 7 centesimi ad azione. (Vedi anche UTILI: PER 3M PROFITTI IN DECISO CALO)

Philip Morris (MO – Nyse):
Il colosso del tabacco ha chiuso il secondo trimestre con utile in crescita dell’8,4% a $2,288 miliardi, o $1,03 per azione, rispetto ai $2,171 miliardi, o 95 centesimi di un anno fa. Il risultato e’ in linea con le attese degli analisti consultati da First Call/Thomson Financial che si aspettavano un utile di $1,03-$1,04 per azione. Le vendite sono salite di $23,188 miliardi, in rialzo dell’11,2% rispetto ai $20,844 miliardi del secondo trimestre 2000. (Vedi anche UTILI: PHILIP MORRIS CENTRA LE ASPETTATIVE)

Procter & Gamble (PG – Nyse):
Il colosso dei beni di largo consumo ha chiuso il secondo trimestre dell’anno, il suo quarto fiscale, con una perdita netta di $320 milioni, pari a 23 centesimi per azione, contro i $516 milioni, o 36 centesimi per azione, registrati nello stesso periodo del 2000. Escluso un onere straordinario di ben $1,16 miliardi dovuto alla ristrutturazione interna, la societa’ ha avuto un utile pro-forma di $837 milioni, pari a 60 centesimi per azione. Secondo i dati di First Call/Thomson Financial, gli analisti a Wall Street si attendevano un utile pro-forma di 59 centesimi per azione. Il fatturato netto e’ stato di $9,58 miliardi, in leggero calo rispetto ai $9,66 miliardi avuti nel secondo trimestre del 2000, il quarto fiscale di quell’anno. Escludendo l’impatto negativo del cambio e del taglio dei costi, la societa’ ha registrato pero’ un aumento delle vendite del 4%. (Vedi anche UTILI: P&G CHIUDE TRIMESTRE IN PERDITA)

SBC Communications Inc. (SBC – Nyse):

Il terzo operatore di telefonia locale negli USA ha riportato per il secondo trimestre dell’anno un utile netto di $2,07 miliardi, pari a 61 centesimi per azione, in rialzo del 12% rispetto agli $1,85 miliardi, o 54 centesimi per azione, avuti nello stesso periodo del 2000. Secondo i dati di First Call/Thomson Financial, gli analisti di Wall Street si attendevano in media un utile di 57 centesimi per azione. Il fatturato e’ stato di $13,6 miliardi, in rialzo del 3% rispetto ai $13,19 miliardi del secondo trimestre dell’anno scorso. (Vedi anche UTILI SBC +12% NEL SECONDO TRIMESTRE)

United Technologies (UTX – Nyse):
Il colosso del settore tecnologico ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di $588 milioni, o $1,16 per azione diluita, in crescita del 16% rispetto ad un anno fa, quando l’utile fu di $509 milioni, o $1,00 per azione diluita. Il risultato e’ in linea con le aspettative degli analisti consultati da Thomson Financial/First Call, che si aspettavano un utile di $1,15 per azione. Le vendite per il secondo trimestre sono state di $7,3 miliardi, 5% in piu’ dell’analogo periodo dell’anno scorso, spinte dalle vendite dell’unita’ aereospaziale. (Vedi anche UTILI: UNITED TECH IN LINEA CON ASPETTATIVE)

Wal-Mart (WMT – Nyse):

La societa’, una delle piu’ grande catene di grandi magazzini al mondo, ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di $1,62 miliardi, pari a 36 centesimi per azione, praticamente piatto rispetto agli $1,6 miliardi, o 36 centesimi per azione, avuti nello stesso periodo del 2000. Escluso un onere straordinario legato all’acquisto di una quota di minoranza in Walmart.com, la societa’ ha registrato un utile pro forma di 37 centesimi per azione. Secondo i dati raccolti da First Call/Thomson Financial, gli analisti a Wall Street si attendevano un utile pro forma proprio di 37 centesimi. Il fatturato si e’ attestato a $52,8 miliardi, in rialzo del 14,5% rispetto ai $45,1 miliardi riportati nel secondo trimestre dello scorso anno. (Vedi anche UTILI: WAL-MART $1,62 MLD, PIATTI SULL’ANNO)

Walt Disney (DIS – Nyse):
Il colosso media ha riportato per il secondo trimestre dell’anno, il suo terzo fiscale, un utile netto di $392 milioni, pari a $0,19 per azione. Nello stesso periodo dello scorso anno il gruppo aveva registrato un utile di $530 milioni, o $0,25 per azione. L’utile pro-forma e’ stato di $479 milioni, pari a 23 centesimi per azione, e si e’ collocato al di sopra delle stime del mercato (consensus First Call/Thomson Financial), che si attendeva un utile di 21 centesimi per azione. Il fatturato e’ sceso a $5,975 miliardi rispetto ai $6,034 miliardi dello scorso anno. (Vedi anche UTILI: WALT DISNEY BATTE LE ASPETTATIVE)