Usa = cruda realtà. Ma iniettare ancora capitale-morfina servirebbe?

27 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Con l’immobiliare in ritirata, la disoccupazione elevata e gli ufficiali della Federal Reserve in disaccordo sul da farsi, Ben Bernanke è sotto una crescente pressione, perché il mercato è ancora “abituato” al profeta Greenspan che tutto sapeva e tutto poteva sul mercato. Ma la sicurezza “trascendentale” di Greenspan lascia spazio al secco realismo di Bernanke, che oggi dovrà estrarre dal cappello soluzioni – non ipotesi.

Oggi a Jackson Hole, Wyoming, Bernanke dovrà cercare di dare speranza al mercato e ai consumatori americani – ma non è chiaro come potrà farlo. Noi aggiungiamo la considerazione di buon senso: servirà davvero iniettare ancora “morfina” (capitale) nei mercati per alleviare il dolore della cruda realtà?

C’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato nel sistema attuale: si cercano rimedi nuovi per riportare tutto allo status quo pre-crisi…praticamente vediamo sforzi che dovrebbero proiettarci avanti che invece ci proiettano strategie reazionarie.

In mezzo a questa bufera, la FSA ha pubblicato un working paper sui benefici di avere una commistione tra capitale proprio e capitale di trading (sottoposto a regole meno restrittive) nelle banche d’affari: praticamente una direttiva mirata a ridurre esposizioni e speculazione (praticamente riducendo rischio di mercato e profitti da trading).

Sul fronte economico, i dati sono usciti misti ieri, con la fiducia dei consumatori tedeschi uscita al massimo da 2 anni a questa parte, ma l’aggregato monetario M3 è uscito a +0,2% rispetto al +0,4% atteso. Per quanto concerne gli USA, i jobless claims sono usciti a 473K, meglio del 490K previsto e sicuramente meglio del dato della settimana scorsa a 504k.

Dunque un piccolo sollievo per il USD, ma i jobless claims rimangono comunque troppo distanti dal livelli necessari per avere una qualche crescita economica negli USA (400K). Dunque l’occupazione continua ad essere il tallone d’Achille dell’economia USA. Vogliamo capire se la recessione sarà a “V” o “W”? Basta guardare i jobless claims ora: stanno sotto 500k? Vai con la “V”.

Ritornano sopra 500k? Vai con la “W”. Continuando sul filo conduttore di questa analisi, anche il JPN225 è risalito stamattina sulla speranza che il PM Naoto Kan convochi una conferenza stampa (già preannunciata) con i giornalisti nipponici per spiegare le prossime misure di sostegno dell’economia e per fronteggiare la forza devastante dello Yen.

Passiamo all’analisi tecnica dove è chiaro che stamattina ci si concentra sullo Yen: UsdJpy, EurJpy, GbpJpy, ChfJpy sembrano fotocopie l’una dell’altra. Partiamo da UsdJpy e mentre scriviamo c’è una rottura della resistenza a 84,70 con un movimento repentino che potrebbe ritracciare ma se stessimo sopra 84,55 (pivot centrale di oggi) allora le speranze di vedere un 85,00 aumentano notevolmente.

EurJpy ugualmente mostra rialzi incoraggianti che potrebbero portare a 108,20 prima di ritracciare. I livelli importanti per la prima mattina sono 108,00, 107,80 e 107,10 (supporto fondamentale sotto cui si ripiomba verso 105,50). GbpJpy mostra una difficoltà leggermente maggiore, perché a 132,00 c’è una resistenza molto forte.

Attualmente siamo cercando di uscire dal canale ribassista e quindi prima di poter ambire a 132,00 dovremmo rompere con decisione 131,60 (top del canale). Infine, in attesa dei dati di oggi, dobbiamo commentare la forza incredibile del Chf che tiene sotto scacco Euro, Gbp e Usd. Il grafico di oggi mostra infatti GbpChf e come la tendenza sia veramente ben marcata. Occhio al calendario macroeconomico di oggi perché sarà una giornata movimentata con ogni probabilità.

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