USA: WASHINGTON PREOCCUPATA PER LA FUGA DAI TREASURIES

16 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il calo record della domanda internazionale di buoni del Tesoro americani è un nuovo segnale preoccupante per le finanze pubbliche di Washington. Se la quota di Treasury bonds nei portafogli i degli investitori esteri continueranno a calare, gli Stati Uniti potrebbero essere costretti a pagare tassi di interesse più alti, proprio in un momento in cui devono fare i conti con deficit mai visti prima nella loro storia.

Il dipartimento del Tesoro ha detto oggi che gli investimenti stranieri in debito americano sono scesi di 53 miliardi di dollari in dicembre, sorpassando il precedente record di 44,5 miliardi, registrato nell’aprile 2009.

La sola Cina ha diminuito il valore dei Treasuries detenuti di 34,2 miliardi di dollari e in questo modo il Giappone, che ha ridotto comunque i suoi investimenti in asset a stelle e strisce di 11,5 miliardi di dollari, è tornato così al primo posto tra i paesi investitori in debito americano, con un totale di 768,8 miliardi di dollari, contro i 755,4 miliardi della Cina. Tokyo torna primo per la prima volta dal settembre 2008.

Pechino ha recentemente espresso preoccupazioni sull’affidabilità dei suoi asset denominati in dollari, alla luce dell’enorme deficit nei conti pubblici di Washington. Inoltre questa mossa arriva in un momento particolarmente difficile per i rapporti tra Cina e Stati Uniti, turbati dagli attacchi hacker contro Google e dalla vendita di armi americane a Taiwan.

Lo scorso giugno il segretario al Tesoro Timothy Geithner si è recato a Pechino e ha rassicurato il governo cinese dicendo che gli investimenti in Treasury sono “molto sicuri”. Ma i media di stato cinesi esprimono una crescente opposizione alla politica di acquistare massiccio debito americano in un momento in cui l’amministrazione Obama presenta deficit record.

L’1 febbraio il governo americano ha comunicato che il deficit del bilancio pubblico quest’anno toccherà il record di 1.560 miliardi di dollari, ben oltre quello di 1.400 fissato l’anno scorso. La profonda recessione, che ha ridotto l’introito fiscale, e gli enormi programmi di spesa pubblica per stimolare l’economia e stabilizzare il sistema finanziario, sono alla base del dato.

In tutto il 2009, complessivamente gli investimenti stranieri in Treasuries sono calati di 500 milioni di dollari. Nel 2008 la crisi finanziaria aveva invece scatenato una corsa al debito americano, con un aumento di 456 miliardi di dollari, un segnale che i bond americani erano considerati sicuri nonostante tutto.