USA: WARREN BUFFETT
VITTIMA DELLA TRASPARENZA

2 Maggio 2003, di Redazione Wall Street Italia

La crociata che Warren Buffett combatte da anni per avere board più trasparenti nelle aziende Usa, attraverso un irrigidimento delle regole di corporate governance, rischia di ritorcersi contro il ‘guru’ degli investitori. Alcuni familiari e amici del multimiliardario che siedono nel consiglio di amministrazione della conglomerata Berkshire Hathaway, di cui Buffett è azionista di maggioranza con il 36% delle azioni, potrebbero infatti non essere rieletti all’interno del consiglio di amministrazione in scia alle nuove regole di corporate governance che i regolatori della Borsa Usa stanno per approvare e secondo le quali i consigli di amministrazione delle aziende devono prevedere una maggioranza di consiglieri esterni, cosiddetti indipendenti. Nella migliore delle ipotesi, fermi restando gli attuali consiglieri di Berkshire, dovrebbero esserne nominati almeno altri due di provenienza esterna, per essere in linea con le nuove direttive. Al Board attuale, formato da sette consiglieri, alcuni azionisti, e tra questi il fondo pensione numero uno negli Usa, il California Public Employees’ Retirement System, già contestano di avere una eccessiva connotazione di clan familiare intorno alla figura del magnate settantaduenne che ha accumulato una ricchezza di oltre 30 miliardi di dollari e risulta il secondo uomo più ricco del globo. Nel Consiglio di amministrazione della conglomerata siedono lo stesso Buffett, presidente, sua moglie Susan che possiede 34.199 azioni con diritto di voto per un controvalore di 2,4 miliardi di dollari, il figlio Howard, Ronald Olson, senior partner dello studio legale Munger, Tolles & Olson che segue gli affari legali del gruppo, Charles Munger (vicepresidente), ceo di Wesco Financial controllata da Berkshire, Malcom Chace, presidente di Bancorp Rhode Island e Walter Scott jr che detiene una quota di controllo nella divisione di Berkshire, MidAmerican Energy Holdings Investment. Il fondo pensione dei lavoratori pubblici della California, nell’assemblea degli azionisti di Berkshire che parte oggi con un ricco programma di incontri, feste e shopping organizzati per la durata di tre giorni, ha già detto che voterà contro la rielezione della moglie e del figlio di Buffet nonché del legale Olson, ravvisando una posizione di conflitto di interesse. Olson, secondo quanto osservano alcuni investitori, non può essere infatti considerato un consigliere indipendente. Buffett ha già espresso le sue perplessità su questa nuova norma che il Nyse sta per licenziare, osservando nella lettera annuale scritta agli azionisti che “é certamente auspicabile avere consiglieri indipendenti ma devono anche essere esperti del business aziendale e interessati al suo andamento, nonché essere orientati agli azionisti”. “Varie volte – ha aggiunto Buffett – ho avuto a che fare, nei miei incarichi svolti in diversi board, con membri indipendenti che nei riguardi degli investitori hanno offerto nel migliore dei casi un contributo minimo, mentre troppo spesso è risultato addirittura negativo”. Dalla parte di Buffett sono schierati anche molti investitori che si ritengono pienamente soddisfatti dell’ andamento record degli utili aziendali offerto dal gruppo da molti anni a questa parte e dal modesto salario percepito dal presidente (100.000 dollari all’anno negli ultimi 21 anni) e, quanto al consigliere Chace, assicura: “Buffett ci informa su tutte le cose importanti e ogni qualvolta vogliamo chiedergli informazioni, è sempre pronto a risponderci”. Intanto, proprio oggi l’annuncio da parte della big della grande distribuzione Wal Mart di aver venduto a Berkshire la sua divisione di distribuzione McLane e aver parimenti ceduto a Swift Transportation un’altra unità di distribuzione, la Merit Distribution Services. Le due vendite porteranno nelle casse di Wal Mart 1,5 miliardi di dollari, secondo quanto dichiarato dallo stesso colosso del retail. (ANSA).