USA: VENDITE DI CASE, IL 2006 PEGGIOR ANNO DAL 1982

25 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Nel mese di dicembre le vendite di case esistenti negli Stati Uniti hanno registrato un decremento dello 0.8% al livello di 6.22 milioni di unita’. Rispetto al dicembre 2005, il dato e’ risultato in flessione del 7.9%, ed il prezzo medio di vendita e’ rimasto fermo a $222.000.

Lo ha reso noto il dipartimento del Commercio Usa, sulla base dei dati forniti dall’associazione nazionale delle agenzie immobiliari (National Association of Realtors, NAR).

Il dato si e’ rivelato inferiore alle stime del mercato. Gli economisti si aspettavano in media un valore di 6.30 milioni.

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Nel dettaglio, un indicatore molto importante riguarda il numero di case invendute disponibili sul mercato, sceso del 7.9% a 3.51 milioni, il che rappresenta un’ offerta giacente e inevasa per un periodo medio di 6.8 mesi. “Sembrerebbe che abbiamo toccato il fondo”, ha commentato David Lereah, chief economist del NAR. “Ma siamo ancora in una fase di vulnerabilita’; non ne siamo ancora usciti (dal calo del settore immobiliare)”.

Per l’intero 2006, la vendita di case esistenti mostra un ribasso complessivo dell’8.4% a 6.48 milioni, che e’ comunque il terzo maggiore totale (in numero di case) in assoluto, anche se il lato negativo della medaglia e’ un altro: si tratta del peggior ribasso in termini percentuali in America dal 1982.

Per l’anno appena trascorso, il prezzo medio delle case americane e’ salito dell’ 1.1%. “Per cui non e’ scoppiata assolutamente nessuna bolla nel 2006, commenta Lereah. “Sappiamo solo che gli speculatori che compravano solo per rivendere sono spariti nel 2006. E questo e’ tutto”. L’economista della NAR si aspetta nel 2007 un calo di circa il 2% rispetto al 2006. Ovviamente alcune aree urbane potrebbero registrare ridimensionamenti piu’ marcati.