Usa: ultimatum della Cina, finiti i tempi dei prestiti illimitati

8 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro il fine settimana è stato ricco di eventi. Alla luce delle tensioni che sono proseguite all’interno dell’area e del downgrade degli Usa da parte di S&P, sono intercorse una serie di telefonate tra i leader di stato dei paesi EU per l’implementazione di ulteriori misure d’emergenze.

La Bce, in un comunicato a firma diretta del presidente, dopo aver preso atto favorevolmente delle misure annunciate in Italia e Spagna, ha annunciato che implementerà in modo attivo il suo programma di acquisto di bond (SMP, Securities Markets Programme). Il piano era rimasto inattivo per 4 mesi.

Inoltre contemporaneamente è arrivato il comunicato congiunto di Merkel e Sarkozy, con il quale i due premier hanno sottolineato l’importanza che i rispettivi parlamenti approvino la nuova versione del fondo EFSF prima della fine di settembre.

Fonti di mercato riportate da Reuters attribuiscono questa mattina alla Bce acquisti di titoli italiani e spagnoli. L’impatto sugli spread vs Germania sul comparto decennale è infatti questa mattina notevole, con un marcato calo: l’Italia si attesta in prossimità di 285pb, la Spagna a 275. I tassi di mercato tedeschi sono in deciso rialzo questa mattina.

Il G7 ha rilasciato un comunicato nel quale i paesi si impegnano a prendere tutte le misure necessarie per supportare la stabilità finanziaria e la crescita. I paesi del G7 si sono detti pronti ad iniettare liquidità e ad agire contro movimenti anomali dei cambi. Anche il G20 ha comunicato l’impegno a supportare la stabilità finanziaria.

Sul fronte macro oggi non sono previsti dati di rilievo.

Negli Usa tra venerdì e sabato è arrivata la notizia del downgrade di un notch (da AAA a AA+) di S&P con outlook negativo, il che, a detta della stessa S&P, implica la probabilità del 30% di un ulteriore downgrade nei prossimi 6/24 mesi. Secondo S&P il declassamento riflette l’opinione dell’agenzia secondo cui “il piano di consolidamento fiscale recentemente approvato dall’amministrazione e dal Congresso, sia meno di ciò che sarebbe necessario per stabilizzare la dinamica del debito nel medio termine”. La stessa agenzia inoltre si è dichiarata più pessimista sulla capacita del Congresso di arrivare ad un più ampio piano per la stabilizzazione della dinamica del debito. La decisione è arrivata dopo un’accesa controversia con il Tesoro Usa in merito ad un errore di calcolo di circa 2000 Mld$ sul valore del debito stimato al 2021, in quanto comprensivo anche del debito delle amministrazioni locali.

Questa mattina Moody’s ha dichiarato che potrebbe abbassare il rating Usa prima del 2013 in caso di deterioramento delle prospettive fiscali o economiche.

Le reazioni cinesi (la Cina è il secondo detentore al mondo di Treasury dopo la Fed) sono state tra le più forti. L’agenzia Xinhua ha scritto che per gli Usa è finito il tempo in cui “sperperare a piacere i prestiti illimitati presi all’estero”.

Questa mattina le prime reazioni di mercato si stanno concretizzando in un calo degli future azionari di poco oltre l’1% ed un calo dei tassi che sta interessando soprattutto il comparto a due anni, tornato allo 0,25%.

Nel frattempo i dati sul mercato del lavoro di luglio sono risultati migliori delle attese. La dinamica però risulta ancora molto lenta (+117.000 unità in termini di occupazione nel settore non agricolo). Questo elemento, unito ai segnali di rallentamento derivanti da altri indicatori ed al recente forte calo delle commodity, rende verosimile la possibilità di una terza manovra Fed. La riunione Fed di domani potrebbe però per ora solo manifestare una disponibilità in tal senso, piuttosto che ufficializzare già un piano.

Valute: chiusura di settimana abbastanza volatile per l’euro, che dopo esser sceso fino ad area 1,41 ha recuperato durante la seduta americana sulle attese di un intervento della Bce. In mattinata, complice il taglio del rating Usa e l’intervento sul mercato secondario governativo della Bce, il cross si è riportato sopra quota 1,43. Il cross si muove ormai da tempo all’interno del range 1,40-1,47 senza riuscire a prendere una direzione precisa. Per oggi la prima resistenza si colloca a 1,4420, il supporto a 1,4280.

Yen in apprezzamento vs dollaro mentre è stabile vs euro. Un esponente del ministero delle finanze giapponese ha dichiarato che il governo è pronto a vendere ulteriori yen nel tentativo di far deprezzare la propria valuta. Per questa settimana la resistenza vs euro si colloca a 114,20, il supporto a 108,70. Nuovo record da 17 anni dello yuan cinese vs dollaro.

Materie Prime: chiusura di settimana mista per le commodity. Tra gli energetici in rialzo il petrolio europeo (Brent +2%), stabile il Wti (+0,3%) grazie ai dati sul mercato del lavoro migliori delle attese. In ribasso i metalli industriali e preziosi, misti gli agricoli.

Questa mattina invece si sta assistendo ad un forte rialzo dei metalli preziosi in seguito al downgrade degli Usa. L’oro ha registrato un nuovo record oltre i 1700$/oncia. Il petrolio Wti perde il 3% circa.

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