USA: TASSI POTREBBERO RIMANERE VICINI ALLO ZERO PER MOLTI ANNI

27 Maggio 2009, di Redazione Wall Street Italia

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di WSI.

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato governativi sono leggermente saliti sulla scia del recupero dei listini azionari dopo il buon dato macro Usa sulla fiducia dei consumatori. Lo spread 2-10 anni è rimasto intorno ai 221pb. Il tasso decennale sul Bund è salito ai massimi da sei mesi. Il membro austriaco della Bce Nowotny ha dichiarato che l’inflazione nel 2010 sarà significativamente sotto il 2%. Le misure attuali sono ritenute appropriate per il medio termine e al momento non esiste la necessità di addizionali misure, poiché quelle già implementate devono ancora mostrare i propri effetti. Oggi sarà una giornata densa di aste. In Spagna è attesa l’emissione di bond decennali per 7Mld€, in Germania l’asta del nuovo Schatz 2 anni per 8 Mld€ ed in Italia la riapertura per 2 Mld€ del Btp indicizzato all’inflazione a 15 anni. La resistenza sul decennale governativo si colloca in area 3,70-3,75%. Negli Usa tassi di mercato governativi in forte rialzo soprattutto sulla parte lunga della curva, con lo spread 2-10 anni salito a 263pb da 256, livello massimo dall’ottobre 2003. In forte rialzo le borse in seguito alla fiducia dei consumatori di maggio uscita ai massimi dall’ottobre 2008, ben oltre le attese. A spingere i listini hanno contribuito i rialzi dei comparti legati ai beni di consumo discrezionali, finanziari, IT ed industriali. Ieri si è tenuta l’asta sui Treasury a 2 anni per 40 Mld$, collocati al livello di rendimento minore da 4 mesi (0,94%) con una forte domanda da parte degli investitori che hanno richiesto poco meno di 3 volte il quantitativo offerto. Tale contesto riduce i timori che gli investitori si possano disaffezionare ai Treasury Usa (almeno sulla parte a breve della curva) a causa dell’aumento del debito del paese. Oggi saranno collocati 35Mld$ di bond a 5 anni e domani 26Mld$ a 7 anni. C’è attesa per vedere se anche sulle scadenze più lunghe, l’interesse degli investitori rimarrà elevato. Sul fronte inflazione non manca chi lancia toni allarmanti. Il noto investitore Mark Faber ha detto di essere sicuro che gli Usa entreranno nei prossimi anni in una situazione di iper-inflazione, poiché quando ci sarà la ripresa la Fed sarà molto riluttante ad alzare velocemente i tassi, per timori di rimandare l’economia in recessione. Tale decisione contribuirà a far accelerare fortemente l’inflazione che potrebbe raggiungere livelli molto elevati. Un report di un ricercatore della Fed di S. Francisco evidenzia la possibilità che i tassi Fed Fund restino in prossimità dello 0% per molti anni a causa della gravità dell’attuale recessione e delle attese di un tasso disoccupazione superiore al 9%. Oggi la giornata prevede alcuni dati relativi al settore immobiliare, in attesa degli importanti dati previsti per domani e venerdì. Sul decennale la resistenza più significativa si colloca a 3,65%, il supporto a 3,48%.

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Valute: : ieri si è assistito ad un apprezzamento del Dollaro vs Euro fino al pomeriggio, quando il dato relativo alla fiducia dei consumatori ha riportato un flusso di acquisto di Euro, complice il rialzo delle borse. Il cross continua comunque a rimanere al di sotto della resistenza 1,4050. Il supporto più vicino oggi si colloca a 1,3860, con il successivo in area 1,38. Yen in deprezzamento vs Dollaro grazie agli acquisti sui listini azionari. Il cross si è portato poco al di sotto della resistenza 95,55. Verso Euro il cross continua a posizionarsi al di sotto della resistenza 133,50. Questa notte le esportazioni giapponesi di aprile sono calate del 39,1% a/a, in miglioramento dal -45,5% di marzo e -49,1% di febbraio. Lo Yuan cinese è calato ai minimi da 6 settimane vs Dollaro, in vista della visita di Geithner a Pechino la prossima settimana.

Materie prime: torna a salire il greggio Wti (+1,3%) che continua a muoversi nella stessa direzione delle borse. E’ stato raggiunto il nuovo massimo del 2009 oltre i 62,50$. Tra gli industriali in evidenza il nichel (+4,8%). Lieve calo dei metalli preziosi penalizzati dall’andamento del Dollaro. Tra gli agricoli in forte calo il cotone (-3,6%) in seguito alla vendita di parte delle riserve cinesi.

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