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Usa: Stock option, lo scandalo travolge Apple

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Anche il colosso dell’iPod entra a far parte della lunga lista delle aziende della Corporate America (80 in tutto), alle prese con gli scandali delle stock option. Una vera e propria doccia fredda per Wall Street, che ha reagito penalizzando immediatamente le quotazioni di Apple.
L’annuncio arriva quando l’azienda di Steve Jobs, con sede a Cupertino, in California, ha avvertito i mercati, sottolineando che potrebbe essere costretta a dover riformulare i bilanci a partire dal 2002, causa la presenza di “prove aggiuntive di irregolarità”. Non solo. Proprio per far luce sulle suddette irregolarità, Apple rende noto che ritarderà la pubblicazione del bilancio trimestrale.
In realtà, permane il mistero sulla natura di queste irregolarità. L’unica cosa che si sa al momento è che gli errori sono legati alle stock option. Non si tratta, tra l’altro, di una vera e propria novità, dal momento che lo scorso mese Apple aveva già parlato di problemi relativi al conferimento di compensazioni in azioni, nei bilanci compresi tra il 1997 e il 2001. Ma è anche vero che l’effetto sorpresa è stato inevitabile, dal momento che, in occasione della conference call indetta per discutere dei risultati di bilancio, i vertici non avevano affatto parlato né della presenza di “irregolarità”, né del rischio di dover riformulare i risultati finanziari. “Si tratta di uno sviluppo negativo che riflette la mancanza di integrità dei dirigenti coinvolti – sottolinea Richard Farmer, analista di Merrill Lynch, in un rapporto -. Riteniamo che i conferimenti siano stati irregolari in più di un caso”. Steve Dowling, portavoce di Apple, non precisa se i problemi sono relativi all’eventuale retrodatazione delle stock option (di cui la maggior parte delle aziende finite nel mirino della Sec è accusata), o se ad altre cause. “Evitiamo al momento di rilasciare ulteriori commenti fino a quando l’indagine indipendente sarà conclusa”, si limita a dire Dowling.
Nei documenti depositati presso la Sec, Apple sottolinea che alcuni bilanci pubblicati in passato non dovrebbero essere reputati attendibili. E il linguaggio utilizzato nel comunicato stampa lascia supporre che i problemi rinvenuti portino il nome delle stock option. Al momento, non si sa neanche se le stock options sono quelle conferite al numero uno della società, Jobs, sebbene si sappia già che questi aveva ricevuto un’opzione per acquistare 10 milioni di titoli Apple nel gennaio del 2000 al valore di chiusura del titolo più basso del mese.