Usa: si torna a deregulation banche, come se crisi non ci fosse mai stata

3 Febbraio 2017, di Daniele Chicca

Da oggi si torna alla de-regulation del settore bancario americano. Donald Trump non ha finito di firmare ordini esecutivi, che in Usa sono come una misura intrapresa dal governo basandosi sulle leggi vigenti. L’ordine governativo di questo tipo ha effetto immediato senza bisogno di passare dal Parlamento, ma può essere contestato in un secondo momento dal Parlamento, unica istituzione con un reale potere legislativo, e in sede legale via ricorsi.

Stando a quanto riferito dal Wall Street Journal, il presidente Usa firmerà oggi un ordine per ritirare molti aspetti della legge Dodd-Frank del 2010, una legge adottata quando Obama era commander in chief per porre rimedio agli eccessi del sistema finanziario dopo la crisi dei mutui subprime. Trump intende eliminare la fiduciary rule voluta da Obama, una misura odiata dal settore, che costringe i consulenti dei conti pensione di lavorare nel miglior interesse dei loro clienti.

Il direttore del Consiglio Economico della Casa Bianca ed ex presidente di Goldman Sachs Gary Cohn ha dichiarato al quotidiano che l’azione dell’amministrazione Trump contribuirà ad alleggerire il peso che grava sulle spalle delle banche, le quali devono fare i conti con centinaia di miliardi di dollari di costi aggiuntivi legati alle misure di regolamentazione.

Secondo Fitch a trarre maggiore giovamento dal cambiamento normativo e dalla deregulation saranno le banche di piccole dimensioni. Lo ha dichiarato alla Cnbc Joo-Yung Lee, head of North American financial institution per l’agenzia di rating americana.