Usa: Quotidiani, vendite in calo del 2,5 %

31 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

L’editoria Usa è in piena crisi e non rappresenta più un’opportunità d’investimento: parola di Warren Buffett. Il guru degli investimenti di Omaha (Nebraska) giudica saturo il settore, pur essendo nella scomoda posizione di socio di maggioranza del Washington Post, ma le sue valutazioni trovano piena conferma negli ultimi dati dell’Audit Bureau of Circulations Fas-Fax sulla diffusione dei quotidiani negli Stati Uniti in calo del 2,5 per cento, con un picco del 3 per cento per l’edizione domenicale. Alla fine dei sei mesi chiusi il 30 settembre, per il quarto semestre di fila, il comparto segna il passo, sia pur con alcune eccezioni, ampliando la crisi e le perdite di copie, più pesanti dell’uno per cento misurato mediamente negli anni passati. A farne maggiormente le spese sono le testate delle principali città americane, come Los Angeles, Miami e Boston, che pagano soprattutto la concorrenza di Internet, mentre a livello locale la stampa riesce a tenere le posizioni, in alcuni casi migliorandole.
Il Los Angeles Times, testata che potrebbe finire sul mercato per le difficoltà finanziarie, ad esempio, ha reso noto che la circolazione nel periodo considerato cede l’8 per cento, a 775.766 copie, mentre l’edizione domenicale ha perso una quota del 6 per cento, a quota 1.172.005.
Va meglio il Chicago Tribune, l’altra testata di punta insieme al Los Angeles Times del gruppo Tribune Co, che lima le vendite dell’1,7 per cento (a 576.132 copie) e dell’1,3 per cento quanto all’edizione domenicale.
Va giù anche il Boston Globe, sul quale ha messo gli occhi l’ex numero uno della General Electric, Jack Welch: la testata controllata dal gruppo New York Times perde il 6,7 per cento (a 386.415 copie, il 9,9 per cento a 587.292 la domenica). Il Ny Times, invece, contiene la flessione (meno 3,5 per cento a 1.086.798 copie, meno 3,5 per cento a 1.623.697 quanto all’edizione domenicale), ma da tempo lotta per completare una profonda ristrutturazione capace di tagliare i costi e di migliorare la gestione.
Il Washington Post vende in media 656.297 copie (meno 3,3 per cento), con un declino del 2,6 per cento nell’edizione domenicale (a quota 930.619), meglio del San Francisco Chronicle (meno 5,3 per cento a 373.805 e meno 7,3 per cento a 432.957).
Dalla brusca correzione del mercato non si salva neanche il Wall Street Journal: la bibbia dei mercati finanziari cede l’1,9 per cento (a 2.043.235 copie), mentre l’edizione del weekend perde addirittura il 6,7 per cento, a 1.945.830 copie. Correzione pari all’1,3 per cento anche per il piu’ diffuso quotidiano americano Usa Today, in calo a quota 2.269.509.
In salute, invece, i risultati dei due tabloid della Grande Mela, New York Post e Daily News, nonostante l’aspra guerra in corso e la deludente performance dell’edizione domenicale (rispettivamente più 0,4 per cento e meno 0,1 per cento). Il quotidiano della News Corp di Rupert Murdoch cresce del 5 per cento, a 704.011 copie, mentre il rivale Daily News segna un progresso dell’un per cento, a 693.382.