Usa premono sull’Europa: fondi di salvataggio per ricapitalizzare banche

30 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: giornata positiva per i listini dell’area Euro, mentre gli spread sono risultati poco variati. I tassi decennali governativi tedeschi e finlandesi hanno registrato un nuovo minimo storico.

Il membro della Bce Nowotny ha dichiarato che la Bce non sta prendendo in considerazione la ripresa dell’acquisto di bond. Sulla Grecia ha aggiunto che il principale obiettivo è che resti nell’area Euro ma questo non dipenderà solo dalle autorità europee quanto piuttosto dal suo governo e dalla popolazione.

Il portavoce del parlamento tedesco della Cdu, Barthle, ha dichiarato che gli aiuti diretti alle banche sono fuori discussione e che l’Efsf può supportare le banche attraverso i governi, rispondendo così alle richieste avanzate da Rajoy.

Secondo Wsj, un funzionario dell’amministrazione Obama è stato inviato in Europa per fare pressione sui funzionari della zona Euro affinché permettano ai fondi di salvataggio di ricapitalizzare direttamente le banche.

Sul tema Spagna, secondo Ft, la Bce avrebbe rifiutato il piano di salvataggio di Bankia che prevedeva l’iniezione di titoli di stato che l’istituto avrebbe poi potuto utilizzare come collaterale per rifinanziarsi in Bce.

Secondo il quotidiano spagnolo El Pais la Commissione europea sta pensando di chiedere ai ministri finanziari di concedere un anno in più alla Spagna per permetterle di raggiungere il target del deficit/pil del 3%, spostando quindi la scadenza dal 2013 al 2014. Il piano della Commissione, secondo il quotidiano, prevederebbe anche misure che includono un aumento dell’Iva.

Il membro della Bce spagnolo Ordonez lascerà il suo incarico presso l’Istituto con u mese di anticipo (al 10 giugno dal 12 luglio), dopo le critiche ricevute sul piano di nazionalizzazione di Bankia dello scorso 9 maggio.

In Germania il dato preliminare di maggio dei prezzi al consumo ha registrato un rallentamento con il dato nazionale sceso sotto il target del 2%, all’1,9%. Sotto al 2% anche l’inflazione spagnola di maggio.

Oggi molto attese le aste italiane sul nuovo titolo a 5 e sulla riapertura del 10 anni fino a 6,25 Mld€.

Negli Usa listini azionari in rialzo trainati soprattutto dal comparto materie prime e tecnologici, con un buon contributo anche del settore delle costruzioni con il relativo indice in recupero di oltre il 2%. Non si arresta invece il calo di Facebook che ieri ha perso un ulteriore 10% circa.

Il buon andamento dei listini azionari non si è arrestato neanche di fronte all’arretramento della fiducia dei consumatori, ai minimi da 4 mesi, penalizzata soprattutto dal peggioramento della percezione del mercato del lavoro da cui sono attesi dati aggiornati il prossimo venerdì.

Alcuni analisti hanno anzi interpretato il peggioramento come un potenziale ulteriore stimolo per la Fed per l’implementazione di un terzo piano di stimolo.

Sul fronte emergente ieri è arrivata la notizia riportata dall’agenzia governativa cinese Xinhua, secondo cui la Cina non sarebbe intenzionata a introdurre un piano di stimolo di dimensioni rilevanti. Questa mattina la stessa agenzia ha riportato che la banca centrale del paese potrebbe ridurre il tasso di riserva obbligatoria a giugno, oltre a procedere “prudentemente” ad eventuali tagli del tasso di riferimento.

Oggi la banca centrale brasiliana è attesa ridurre il tasso di riferimento al minimo storico dell’8,5%.

Valute: giornata all’insegna della debolezza per l’euro. La moneta unica è riuscita a sfondare anche l’ultimo baluardo rappresentato da quota 1,25 vs dollaro, in scia alle preoccupazione dell’area Euro. Il cross a questo punto si potrebbe proiettare verso area 1,20 in maniera anche piuttosto veloce qualora le preoccupazioni nell’area Euro non dovessero rientrare. Il supporto dinamico di breve si colloca a 1,24 e il successivo a 1,215, la resistenza a 1,25/1,252.

Euro in deprezzamento anche verso yen con il cross calato sotto soglia 100, sui minimi da fine gennaio. Per oggi il supporto più vicino si colloca a 99, ma in un’ottica di alcune sessioni, l’area di supporto più significativa si colloca presso 97-98. Resistenza a 100,30.

Yuan cinese in deprezzamento vs dollaro ai minimi da oltre 5 mesi.

Materie Prime: giornata negativa per le materie prime guidate dai ribassi del gas naturale Usa (-5,4%), penalizzato da attese di temperature miti nel paese. Cali marcati anche per grano (-3,4%), mais (-2,8%) ed argento (-2,1%). In generale hanno chiuso negativi i principali settori dell’indice GSCI nonostante il rialzo dei listini Usa, penalizzati probabilmente dalla notizia del piano di stimolo cinese che potrebbe essere inferiore alle attese. Inoltre potrebbe aver pesato anche l’apprezzamento del dollaro vs euro. Questa mattina il Brent si colloca poco sopra i 106$/b, l’oro ai 1550$/oncia.

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