USA: PIL TERZO TRIMESTRE
IN BRUSCA FRENATA

27 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il Prodotto Interno Lordo Usa – un dato che rappresenta il valore totale di tutti i beni e servizi prodotti e venduti nel Paese – nel terzo trimestre del 2006 ha registrato un aumento dell’1.6%. Si tratta di un forte rallentamento dell’economia americana, il peggiore da tre anni e mezzo, cioe’ dal primo trimestre 2003.

Lo ha comunicato il Dipartimento del Commercio Usa.

L’indicatore, che rappresenta il dato preliminare, si e’ rivelato inferiore alle stime degli economisti che si attendevano un rialzo del 2.1%. Il dato finale del secondo trimestre si era attestato al 2.6%. Nel primo trimestre il dato aveva registrato una crescita del 5.6%

Il rallentamento della crescita e’ in gran parte dovuto all’ulteriore indebolimento del settore immobiliare (vedi sotto) e del sostenuto calo delle scorte di magazzino. Intanto, i prezzi al consumo “core” sono cresciuti del 2.3%, portando il tasso annuale al 2.4% dal precedente 2.2%. Negli ultimi quattro trimestri l’economia e’ avanzata ad un tasso del 2.9%.

Il deflatore e’ salito dell’1.8%, in misura inferiore delle attese pari a +2.8%.

“In linea di massima il rapporto sul Pil e’ chiaramente soft” ha commentato Ian Shepherdson, chief economist di High Frequency Economics. “E il mercato, a questo punto, e’ diviso in due scuole di pensiero: tra chi crede a un recupero ormai dietro l’angolo, e chi prevede invece un ulteriore indebolimento del Pil nel quarto trimestre 2006”.

Gli investimenti nel settore immobiliare (case) sono crollati del 17.4% nel terzo trimestre, il piu’ pesante crollo dal primo trimestre 1991. Il settore case ha praticamente sottratto l’ 1.1% alla crescita del Pil Usa del trimestre.

“L’andamento del mercato immobiliare ha veramente pesato sulla crescita economica durante i mesi estivi, influendo negativamente sulla solida spesa dei consumatori e delle aziende”, ha commentato Joel Naroff, presidente di Naroff Economic Advisors.