USA: PIL DEL QUARTO TRIMESTRE PEGGIORE DELLE STIME

30 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) NEW YORK – 30 GENNAIO – Il Prodotto Interno Lordo Usa – un dato che rappresenta il valore totale di tutti i beni e servizi prodotti nella nazione – relativo al quarto trimestre del 2003 ha registrato un aumento del 4,0%. Lo ha comunicato il dipartimento del Commercio Usa.

La comunicazione, che rappresenta la versione preliminare del dato, e’ risultata peggiore delle aspettative del mercato pari al +5,0%.

Nel terzo trimestre del 2003 il dato aveva registrato una crescita boom dell’8,2%, l’incremento piu’ forte degli ultimi 20 anni.

Su base annua il PIL e’ cresciuto del 3,1% nel 2003, il valore piu’ alto dal 2000 quando la crescita dell’indicatore si attesto’ al 3,7%.

Il deflatore del PIL, che misura il tasso di crescita dei prezzi pagati, e’ cresciuto dell’1% contro l’1,3% atteso e 1,6% del terzo trimestre.

Ricordiamo che la variazione tra il primo report del dato sul Pil e quello successivo puo’ essere consistente. Il prossimo annuncio e’ atteso per il 27 febbraio.

A contribuire al rallentamento del tasso di crescita dell’economia sono state minori spese personali (+2,6% vs +6,9%), un aumento delle importazioni (11,3% vs +0,8%) ed un calo negli investimenti in software, macchianri ed edilizia residenziale.

Al contrario a sostenere la crescita sono state le esportazioni (+19,1% vs +9,9%), avvantaggiate in parte dall’indebolimento del dollaro e l’aumento delle scorte cresciuto di $6,1 miliardi contro i -$9,1 del terzo trimestre.

Secondo Tony Crescenzi, capo anlista di Miller & Tabak, i punti principali a cui prestare attenzione nel report di oggi sono:

  • Il rallentamento nella spesa per servizi spiega in parte i deludenti dati sul mercato del lavoro.
  • La spesa dei consumatori tornera’ ad umentare ad un ritmo piu’ vivace grazie alla realizzazione dei tagli fiscali nel 2004.
  • Gli investimenti delle aziende dovrebbero cominciare ad accelerare grazie alla chiusura del gap tra profitti e spese ($250 miliardi i primi e $70 miliardi i secondi)
  • L’aumento delle scorte procede ad un ritmo inferiore al previsto.
  • Le esportazioni nette sono aumentate ad un ritmo ragguardevole anche se in valore assoluto si tratta ancora di un dato da migliorare.
  • Le spese del Governo Federale potrebbero subire variazioni al ribasso a causa del dibattito sul Budget pubblico.
  • Il rallentamento del deflatore conferma la validita’ della direzione impressa dalla Fed alla politica monetaria. per il momento non ci sono segnali di inflazione che giustifichino allarmismi sul fronte tassi.