Usa: Pil cresce dell’1,8% nel primo trimestre, deluse le stime

26 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Dopo la crescita del 3,1% nel quarto trimestre dell’anno scorso, l’incremento del Pil reale degli Stati Uniti ha subito un rallentamento evidenziando un rialzo dell’1,8% (confermati i dati preliminari) nei primi tre mesi dell’anno.

Il consensus per la seconda lettura era per una crescita del 2%. I nuovi dati pubblicati questo mese hanno mostrato livelli di consumo (che rappresentano il 70% dell’economia Usa) meno alti del previsto. Le spese nell’investimento immobiliare non residenziale in salita e la crescita delle scorte di inventario rispetto agli annunci precedenti sono stati invece controbilanciati dall’ampliamento del deficit commerciale.

Il dato preliminare, comunicato dal Dipartimento del Commercio, e’ stato accompagnato dalla pubblicazione del Deflatore – ovvero l’indice dei prezzi di tutti i beni e i servizi nuovi prodotti internamente – che e’ invece risultato in progresso dell’1,9%. In questo caso la cifra si e’ rilevata in linea con le attese, oltre che con la lettura preliminare.

Il rincaro dei prezzi della benzina ai massimi dal 2008 ha spinto molti americani a limitare le spese dopo che i tre mesi precedenti erano tornati a mettere mano al portafoglio con una certa disinvoltura dalle festivita’ di fine anno in poi.

Per continuare ad alimentare un’accelerazione della ripresa la Federal Reserve ha annunciato che portera’ a termine il piano di allentamento monetario straordinario che prevede l’acquisto di $600 miliardi di titoli di stato a lunga scadenza. La data prefissata fin da novembre 2010 per la conclusione di tali misure e’ il 30 giugno.

I consumi sono risultati piu’ bassi del previsto, rispecchiando una crescita piu’ moderata delle spese nel settore automobilistico e delle utility. Gli aumenti di stipendio sono stati rivisti in ribasso di $24,6 miliardi, quasi dimezzati, il che indica un outlook piu’ cupo per la parte piu’ importante della maggiore economia al mondo. L’occupazione in crescita e le esportazione potrebbero avere pero’ un impatto positivo sulle societa’ manifatturiere come Dow Chemical e quindi alimentare l’espansione dell’economia.

“Il ritmo della ripresa sara’ deludente ma non preoccupante”, ha detto a Bloomberg Sean Incremona, senior economist di 4Cast prima della pubblicazione dei dati. “Una crescita sostenuta del lavoro mettera’ a posto molte cose. Piu’ che in rialzo le spese al consumo sembrano stabili anche se in lieve raffreddamento”.