USA: PIANO SALVA BANCHE, ATTESA CHIAREZZA SU TRE PUNTI CHIAVE

11 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI)-

Tassi d’interesse: in area Euro i tassi di mercato hanno chiuso contrastati, in calo sul tratto a lungo termine, pressoché stabili sul breve. Sul monetario il tasso Euribor tre mesi è sceso sotto la soglia del 2%, minimo da quasi cinque anni. Sul fronte macro il dato sulla produzione industriale italiana di dicembre ha registrato un forte calo (-14,3% a/a da -10,1), con una penalizzazione di tutte le sottocomponenti e questo porta a pensare ad un pesante calo anche per la crescita del quarto trimestre in calendario venerdì. Intanto la Commissione europea ha dichiarato che entro alcune settimane presenterà un documento con le linee guida sull’acquisto o garanzia di asset tossici.

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Aumentano le polemiche contro il piano di aiuto al settore auto del governo francese, accusato di protezionismo. In Germania la federazione degli industriali ha infatti chiesto al governo di opporsi alla decisione francese ed allo stesso tempo il presidente di turno della Commissione europea ha dichiarato che la risposta dei governi alla crisi economica e finanziaria sta alterando il progetto iniziale di unione monetaria. Oggi in Germania è attesa l’asta fino a 6 Mld€ di Bund, in Italia invece è attesa l’asta di Bot a tre e dodici mesi per un totale di 12 Mld€. I mercati continueranno a seguire le notizie provenienti dagli Usa in merito al nuovo piano Obama ed a quello presentato da Geithner. Negli Usa tassi di mercato in calo sulla scia delle forti perdite sui mercati azionari, determinate dalla delusione degli investitori sul contenuto del piano di supporto al comparto bancario presentato dal ministro del tesoro Geithner.

Il piano ha fornito linee guida sullo schema che la nuova amministrazione intende seguire, omettendo però alcuni dettagli particolarmente attesi dagli operatori. Il piano si articola su tre punti principali: 1) iniezione di capitali nelle banche che ne avranno bisogno in base al risultato di un apposito stress test sull’adeguatezza patrimoniale; 2) creazione di un fondo con partecipazione pubblica e privata, denominato Private Public Investment Fund, finalizzato all’acquisto di titoli tossici fino a 1000 Mld$; 3) allargamento fino a 1000 Mld$ della linea di credito già istituita dalla Fed lo scorso novembre (ma ancora non attivata) denominata TALF. Tale linea contemplava inizialmente la possibilità di fornire prestiti fino a 200Mld$ ad acquirenti di titoli aventi come sottostante credito al consumo. La nuova versione ricomprenderebbe anche attività aventi come sottostanti mutui sia commerciali sia residenziali. Infine è stato annunciato anche un piano da 50Mld$ per frenare la forte crescita dei pignoramenti.

I principali punti che sono rimasti però non chiariti sono i seguenti: 1) criteri di acquisto degli asset tossici; 2) non viene fatta menzione sulla possibilità di offerta di garanzie governative su perdite future derivanti da tali asset; 3) modalità di funzionamento del piano di ricapitalizzazione e in particolare quanto quest’ultimo possa risolversi in un’effettiva nazionalizzazione. Emblematica comunque la conclusione dello stesso Geithner: “questa strategia costerà denaro, comporterà rischi e richiederà tempo”. Proprio su questo punto è intervenuto a più riprese lo stesso presidente Obama a commento della reazione negativa dei mercati, sottolineando come al momento non vi sia una soluzione rapida alla crisi in atto che richiederà tempo malgrado l’impazienza degli operatori. Nel frattempo il Senato ha approvato il piano di stimolo all’economia da 838Mld$ con soli tre voti dei repubblicani. Ora occorrerà attendere una riconciliazione con il piano approvato invece dalla camera prima della firma finale del presidente. Oggi sarà attesa l’asta record da 21Mld$ sul decennale prima di quella da 14Mld$ attesa domani sul comparto trentennale. Sul decennale resistenza a 2,90%.

Valute: Il Dollaro continua a stazionare intorno a 1,30 vs. Euro. La principale resistenza si colloca in area 1,31. Apprezzamento dello Yen vs Euro e Dollaro sulla scia del ritorno delle tensioni sui mercati azionari mondiali. Verso Euro la resistenza si colloca a 120, il supporto a 115,70. Stabile lo Yuan cinese vs Dollaro nonostante il tracollo delle esportazioni (-17,5% a/a) e delle importazioni (-43,1% a/a, nuovo record) cinesi a gennaio.

Materie prime: giornata negativa per il comparto penalizzato dall’aumento dell’avversione al rischio tra gli investitori. Di tale situazione ne hanno però beneficiato l’oro (2,4%) e l’argento (+2,3%). Forte calo per il greggio Wti sceso sotto i 38$/b a causa dei dubbi legati al nuovo piano di salvataggio delle banche Usa. Male i metalli industriali guidati dal crollo del nichel (-6,2%). Negativi anche gli agricoli tra i quali spicca il forte calo del cotone (-6%) su attese di forte calo dei consumi Usa.

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