USA: OPERATORI GUARDANO A RISCHIO DEBITI SOVRANI

4 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato hanno chiuso la sessione in rialzo portando il differenziale 2-10 anni a 208pb. L’approvazione del piano greco da parte della Commissione Ue non ha convinto i mercati, a giudicare dall’aumento del costo della protezione dal rischio default a 5 anni, interessando anche paesi periferici come Portogallo e Spagna che al momento presentano tra i peggiori conti pubblici dopo la Grecia.

La Commissione malgrado il suo appoggio al piano greco ha aggiunto che il paese dovrà far fronte ad un ulteriore riduzione della spesa ed aumento delle tasse, oltre che accantonare fondi pari al 10% della spesa per misure di emergenza. Infine è stata aperta una procedura di infrazione contro la Grecia per aver fornito statistiche sbagliate. Nel frattempo i principali sindacati del settore privato e pubblico stanno per indire scioperi generali il 10 ed il 24 febbraio. Il Fmi a proposito della Grecia ha dichiarato di essere pronto ad aiutare il paese se gli venisse chiesto, aggiungendo però che, pur essendo molto seria la situazione, non si può pensare ad una bancarotta del paese. In Spagna il ministro delle Finanze ha annunciato le nuove stime di budget.

Nel 2009 è previsto un deficit di bilancio dell’11,4% che dovrebbe ridursi nel 2010 e 2011 al 9,8% e 7,5% rispettivamente. Il Pil spagnolo nel 2010 dovrebbe scendere dello 0,3% e risalire dell’1,8% nel 2011. L’asta in Germania sul titolo a 5 anni ha registrato una domanda di poco superiore all’offerta. Oggi è invece attesa l’emissione in Francia del nuovo decennale oltre che di titoli 2016 e 2035 per 7-8 Mld€. In Spagna invece sarà offerto il Bono 2013 per 2-3 Mld€.

Negli Usa tassi di mercato in rialzo malgrado una giornata in lieve calo dei listini azionari. L’attenzione degli operatori si sta sempre più spostando sul tema rischio sovrano. Anche per i Treasury infatti si sta registrando un rialzo del costo della protezione dal rischio default mediante i contratti CDS: sulla scadenza a 5 anni il relativo costo è arrivato a circa 45pb, il massimo dallo scorso giugno e superiore di circa 10 pb rispetto ai valori di inizio anno. Si tratta inoltre di un livello superiore a quello dei titoli tedeschi, attualmente pari a circa 38pb. Il tesoro Usa ha annunciato emissioni per la prossima settimana per un importo pari a 81Mld$, di cui 40Mld$ sul tre anni, 25Mld$ sul 10 anni e 16Mld$ sul 30 anni. Sul fronte macro l’Ism del comparto non manifatturiero si è riposizionato a gennaio sopra quota 50, risultando però al di sotto delle attese. L’attenzione degli operatori al momento si focalizza soprattutto sui dati sul mercato del lavoro del prossimo venerdì per i quali i dati di ieri dell’ADP confermerebbero la possibilità di una lieve creazione di posti di lavoro nello scorso mese.

Valute: Dollaro in marcato apprezzamento verso euro in conseguenza principalmente della forte pressione sul tema rischio sovrano soprattutto in area euro dove l’attenzione si sposta soprattutto sulle vicende dei conti pubblici di Portogallo e Spagna. Nel breve il supporto principale si colloca a 1,3750, in prossimità del quale si colloca il 50% del ritracciamento della fase di deprezzamento del Dollaro dallo scorso marzo. Nel breve il driver continuerà ad essere il citato tema rischio sovrano in area euro. Lo yen si è apprezzato durante la notte sulla scia del calo delle borse asiatiche e dei deludenti dati macro in arrivo dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. Durante la sessione europea si era invece assistito ad un deprezzamento con il cross vs dollaro salito temporaneamente sopra la resistenza 91, mentre quello verso euro aveva praticamente raggiunto la resistenza collocata a 127. Quest’ultimo valore rappresenta il livello di riferimento odierno sull’euro/yen. Verso dollaro la nuova area di resistenza per oggi si colloca a 91,30-50.

Materie Prime: giornata piuttosto negativa per le commodity sulla scia dell’apprezzamento del dollaro. Lieve calo del greggio Wti (-0,3%) dopo l’aumento delle scorte Usa superiore alle attese. In rialzo la benzina (+0,9%) dopo l’inatteso calo delle scorte. Giornata negativa per i metalli industriali ad eccezione del nichel (+0,3%). In calo anche i preziosi con l’argento che ha perso il 2,5%. Tra gli agricoli forte ribasso di grano (-3,8%) e mais (-3,3%).

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