Usa: Opa sul Cbot, Cme rilancia

14 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il Chicago Mercantile Exchange (Cme) ha alzato del 16 per cento l’offerta di acquisto sul Chicago Board of Trade (Cbot). In base alla nuova proposta, riferisce Bloomberg News, a Cbot Holdings sono state offerte 0,35 azioni Cme per ogni azione Cbot. L’offerta è stata rivista fino a 9,2 miliardi di dollari, contrastando l’assalto da 10,1 miliardi di InterContinental Exchange (Ice). Con l’ultima mossa, l’asse tra le due piazze di Chicago, la cui fusione è fortemente sponsorizzata dal mondo politico dell’Illinois, si ricompatta al punto che il board del Cbot ha respinto la proposta dell’Ice, definendola “non superiore”.
Intanto le autorità Antitrust stanno ritardando l’acquisizione di Cbot da parte di Cme, un’aggregazione che darebbe vita a una situazione quasi di monopolio nel mercato dei contratti future su tassi di interesse e indici azionari negli Usa. Gli ispettori della divisione antitrust del Dipartimento alla Giustizia Usa hanno cominciato a incontrare i funzionari di Cbot Holdings, Cme Holdings, Chicago Board Options Exchange e un’associazione di settore la scorsa settimana, secondo quanto riferito a Bloomberg News da quattro persone informate della vicenda e che non vogliono essere identificate. Il supplemento di indagine coincide con l’opposizione manifestata da Ice, convinta che la sua offerta da 10,1 miliardi di dollari per Cbot sollevi meno timori dal punto di vista Antitrust e mette in pericolo il piano dell’amministratore delegato di Cbot, Bernard Dan, per portare a termine l’acquisizione nella metà dell’anno. Cme e Cbot hanno dichiarato che la concorrenza tra le Borse si sta accentuando in tutto il mondo. Il ritardo ha già portato a un aumento del 73 per cento delle spese per la fusione. “Possono tranquillamente passare da due a tre mesi dal momento in cui iniziano i colloqui ad ampio raggio con le persone coinvolte”, prima che il Dipartimento alla Giustizia prenda una decisione, ha detto Robert Burka, avvocato specializzato nell’antitrust presso Foley & Lardner a Washington.