Usa: Merrill Lynch, mutui verso recessione

16 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

L’economia statunitense ha di fronte a sé quasi sicuramente la prospettiva di una recessione, come conseguenza della crisi che ha investito il segmento subprime (ad alto rischio) dei mutui immobiliari. Lo afferma in un report un analista di Merrill Lynch, David Rosenberg, secondo il quale la fissazione di standard creditizi più rigidi in questo settore provocherà un ribasso medio dei prezzi delle abitazioni nell’ordine del 10 per cento, con effetti nefasti sull’economia. Nella sua nota agli investitori, Rosenberg rileva che le vicende che hanno interessato il credito subprime (quello concesso alla clientela più rischiosa, a tassi maggiorati) avranno inevitabili ripercussioni anche sulla spesa edilizia e sulla crescita dei consumi complessivi. Questo significa, rileva ancora l’analista, che il tasso di disoccupazione è destinato a salire sopra il 5 per cento entro fine anno e che esiste quasi il 100 per cento di possibilità che l’economia statunitense finisca appunto in fase recessiva, secondo quanto già anticipato di recente dall’ex presidente della Fed, Alan Greenspan. Tutto questo, aggiunge Rosenberg, a meno che la Federal Reserve non decida di tagliare il costo del denaro di un punto percentuale. Società che operano nel segmento dei mutui subprime come New Century Financial rischiano di fallire, mentre il numero dei clienti che non hanno pagato la rata di mutuo è salito ai massimi da quattro anni a questa parte. Più di venti operatori del settore hanno cessato l’attività, oppure sono alla ricerca di un compratore da inizio anno. In conclusione, la caduta del mercato immobiliare potrebbe comportare una riduzione di circa mezzo punto percentuale del Pil Usa.