USA: MERCATI SALVATI IN EXTREMIS, MA DA CHI?

26 Giugno 2002, di Redazione Wall Street Italia

Dopo i forti ribassi della mattinata (nel preborsa il future sul Dow era arrivato a perdere oltre 200 punti mentre il Nasdaq ne cedeva 49), i mercati Usa sono riusciti a chiudere nettamente sopra i minimi intraday. Il Nasdaq ha addirittura terminato le contrattazioni in territorio positivo.

Vediamo i fatti:

– La frode contabile di WorldCom ha affossato i mercati nella prima parte della mattinata, ma subito dopo il discorso di Bush, che si e’ definito “oltraggiato” dalle pratiche del colosso delle tlc, gli indici hanno recuperato velocemente terreno. Per quanto incoraggianti, pero’, le parole del presidente Usa non sono state tali da giustificare i massicci movimenti di denaro registrati.

– Discorso analogo per la Federal Reserve. La banca centrale Usa ha lasciato invariati i tassi e l’atteggiamento (“bias”) e i mercati hanno reagito accelerando al ribasso. Nell’ultima ora di contrattazioni, poi, la svolta: Nasdaq +0,38%, Dow -0,07%.

– Grazie agli interventi della Bank of Japan, il dollaro, dopo essere sceso da 122 a 118 contro lo yen, e’ risalito fino a toccare i 120 yen. Una sorta di linea Maginot dei cambi, questa quota ha influenzato anche il rapporto dollaro/euro, impedendo alla valuta europea di arrivare alla parita’. Nei confronti dell’euro, il biglietto verde ha infatti recuperato quota 0,9817 dopo che in mattinata era sceso fino a 0,9942.

La domanda a questo punto sorge spontanea: chi e’ che sta acquistando azioni quando sarebbe illogico farlo?

La risposta scontata, gli hedge fund, in questo caso appare semplicistica dal momento che e’ mancata in chiusura l’esagerazione in un senso o nell’altro. Inoltre, le contrattazioni degli ultimi minuti sul Nasdaq hanno preso come benchmark la chiusura sopra i minimi del 21 settembre con una precisione quasi sospetta, mentre i fondi speculativi non hanno alcun interesse a chiudere a un particolare livello.

Oltre alla chiara azione di programmi automatici di acquisto, ricoperture di posizioni corte e cacciatori di occasioni, e’ possibile che la Fed, pur di riportare un po’ di fiducia tra gli investitori, come aveva fatto nei giorni successivi all’11 settembre, sia intervenuta sul mercato?