USA: MARKET MAKER RISENTONO DI CALO HIGH-TECH

22 Maggio 2001, di Redazione Wall Street Italia

I ‘market maker’, i dealer di titoli venduti al mercato ristretto, stanno risentendo di due problemi distinti che insieme contribuiscono al calo dei loro guadagni.

La quotazione dei prezzi in decimali ha generato un calo del differenziale: la decimalizzazione permette infatti ai prezzi di muoversi in incrementi di un centesimo, riducendo quindi la differenza tra il prezzo d’acquisto e di vendita di un titolo e il crollo delle dot-com ha portato con se’ il volume delle contrattazioni.

Poiche’ molti titoli high-tech erano particolarmente speculativi le societa’ di scambi quali Knight Trading Group (NITE – Nasadq), Charles Schwab (SCH – Nyse) e Merrill Lynch (MER – Nyse), erano in grado di aggiungere un rincaro piu’ alto che non sui titoli delle societa’ piu’ note, quali Microsoft (MSFT – Nasdaq) e Cisco Systems (CSCO – Nasdaq).

“Alcuni dei titoli piu’ speculativi che erano particolarmente popolari due o tre anni fa non vengono quasi piu’ scambiati”, ha commentato Mark Sanborn di Lehman Brothers, “e quelli erano titoli sui quali si poteva guadagnare $1 a contrattazione invece del centesimo che si ottiene dallo scambio di titoli quali Intel (INTC – Nasdaq)”.

Ora gli analisti temono che questa situazione possa far ridurre i guadagni delle societa’ di contrattazione titoli e parecchi ne hanno ridotto il rating.

CIBC stima infatti che il calo del fatturato dovuto agli effetti di decimalizzazione e crollo delle dot-com possa far calare gli utili delle maggiori societa’ di 2-10 centesimi ad azione e vari studi hanno dimostrato che l’utilizzo dei decimali ha ridotto di 2/3 il guadagno che le societa’ di brokeraggio puo’ realizzare per ogni scambio sul Nasdaq.

A Knight Trading, ad esempio, nel primo trimestre i profitti sono scesi dell’80% rispetto all’anno scorso insieme alla riduzione del differenziale e delle contrattazioni.

Secondo Prudential Securities il volume medio giornaliero di un titolo dell’indice Russell 2000 e’ sceso del 15% rispetto all’anno scorso e le contrattazioni sul mercato ristretto, secondo dati del NASD, sono scese nei primi quattro mesi dell’anno da 77 miliardi a 24,4 miliardi di azioni.

L’analista Ken Worthington di CIBC prevede che Knigh Trading, come numero uno dei market maker per i titoli Nasdaq e per quelli del Bulletin Board – con una quota di mercato del 46% – risentira’ maggiormente del calo dell’interesse verso i titoli speculativi e ne ha abbassato le stime sugli utili da 77 a 70 centesimi ad azione.

Anche Merrill Lynch, pero’, il secondo market maker dopo l’acquisto di Herzog Heine Geduld, dovrebbe registrare un calo degli utili sebbene l’attivita’ di contrattazione ammonti solo per il 14% del fatturato totale.