Usa: lo scenario deflattivo favorisce i bond trentennali

23 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: la sessione di venerdì ha registrato un calo dei tassi dell’area Euro su tutta la curva ed in particolare sul tratto a lungo termine dove il tasso decennale e trentennale tedesco hanno messo a segno un nuovo minimo.

Sul monetario si è assistito ad un calo del tasso Eonia swap a tre e sei mesi che ha risentito delle parole di Weber (presidente della Bundesbank) che ha lasciato intendere il suo favore vs l’ipotesi di prolungamento delle attuali modalità di svolgimento delle operazioni di rifinanziamento (allocazione piena ad un unico tasso) fino a fine anno, anche in considerazione delle possibili tensioni sul monetario in occasione del passaggio al nuovo anno.

Allo stesso tempo Weber ha dichiarato che non sarebbe saggio continuare ad implementare operazioni di lunga durata, come le tre operazioni ad 1 anno e 6 mesi eccezionalmente effettuate tra lo scorso anno e gli inizi del 2010. Weber ha inoltre evidenziato come le discussioni in merito ad una strategia di uscita dalle misure non convenzionali dovrebbero essere riprese nel corso del primo trimestre 2011. Decisioni su tale tematiche sono attese nella riunione Bce del 2 settembre.

In Irlanda, secondo quanto riportato dal Sunday Business Post sulla base di una fonte anonima, la National Asset Management Agency (NAMA) acquisterà prestiti dalla nazionalizzata Anglo Irish Bank Corp a sconto di oltre il 60%. I prestiti hanno un valore nominale di circa 7 Mld€ ed una diminuzione del prezzo di acquisto implicherebbe ulteriori necessità di supporto governativo. Oggi il differenziale irlandese sul comparto decennale vs Germania è ritornato sul massimo da un anno, intorno ai 305pb.

Il governo francese ha ridotto le stime di crescita per il 2011 al 2% dal precedente 2,5%, ribadendo che la riduzione del deficit al 6% entro il 2011 resta comunque l’obiettivo principale a prescindere dal livello di crescita. Per il 2010 invece il Pil dovrebbe crescere di oltre l’1,4%.

Negli Usa tassi di mercato in rialzo in una settimana che ha visto l’indice S&P500 chiudere ai minimi da circa un mese, a causa principalmente del comparto delle materie prime. Passata la stagione delle trimestrali, gli operatori si focalizzano soprattutto sui dati macro, a partire dalla seconda lettura del Pil del secondo trimestre che questa settimana potrebbe evidenziare una marcata revisione peggiorativa a causa del maggior contributo negativo delle esportazioni nette.

L’incertezza sulle prospettive economiche si riflette in un atteggiamento di cautela da parte delle aziende Usa che al momento presentano un elevato livello di liquidità in bilancio, pari a circa 2000Mld$ equivalente a circa l’11% del loro attivo rispetto a livelli che storicamente si sono attestati in media intorno al 7%. Una parte di tale liquidità sta confluendo in attività di fusioni ed acquisizioni. Un’altra parte si sta indirizzando invece sia in acquisto di azioni proprie sia in distribuzione di dividendi.

Sul fronte obbligazionario, la maggiore propensione degli operatori verso un’ipotesi di scenario disinflattivo/deflattivo, sta favorendo il comparto trentennale, con il relativo spread vs il decennale che rapidamente si è attestato sui livelli di fine luglio scorso. Questa settimana sono attese emissioni per 102Mld$.

Segnaliamo che le elezioni politiche australiane hanno confermata l’assenza di una maggioranza, il che richiederà diversi giorni per la formazione di un nuovo governo.

Valute: euro in deprezzamento vs dollaro soprattutto dopo le dichiarazioni del presidente della Bundesbank Weber. Gli operatori speculativi hanno ricominciato ad incrementare le posizioni che puntano ad un rafforzamento del biglietto verde vs la valuta unica. Primo livello di supporto in prossimità di 1,2630.

Yen stabile verso dollaro al di sopra del supporto 84,75-85 che costituisce i minimi da 15 anni. In apprezzamento vs euro con il cross sui minimi da 7 settimane, sulla scia del movimento dell’euro/dollaro. La resistenza per oggi si colloca ai livelli del vecchio supporto (area 109-109,20), mentre i supporti di riferimento per la settimana si collocano in prossimità di 107,30.

Il segretario del governo giapponese, Sengoku, ha dichiarato che la possibilità di un intervento sui mercati non è stata discussa durante la telefonata di oggi tra il governatore della banca centrale Shirakawa ed il primo ministro Kan. L’oggetto della discussione è stato però lo yen e la situazione economica.

Materie Prime: giornata negativa per le commodity tranne poche eccezioni. In calo il greggio Wti (-1,3%) ai minimi da 6 mesi in linea con le borse Usa. In calo i metalli industriali guidati dal piombo (-2,4%), negativi anche i preziosi. Tra gli agricoli in rialzo zucchero e caffè, entrambi del 2,4%. Lievi rialzi per i bovini.

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