USA: LE PRIORITA’ ECONOMICHE DI OBAMA

6 Novembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Ecco in sintesi i punti più importanti del programma economico del nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, preoccupato soprattutto di far ripartire i consumi e l’attività delle aziende nel Paese.

Il rilancio dell’economia partendo dall’industria dell’auto
Il programma di Obama prevede sgravi per le aziende che assumono con crediti d’imposta fino a 3000 euro nei prossimi due anni. E poi riduzione delle tasse sul capital gain, e crediti d’imposta sulle assicurazioni sanitarie dei dipendenti fino alla metà del premio. Previste anche misure di incentivo ai consumi come quella che consente ai lavoratori di prelevare fino al 15% e non oltre 10mila dollari dai propri fondi pensione senza alcuna penalità. Per l’ex senatore dell’Illinois infine, bisogna tenere aperta ogni opzione per il sostegno all’industria dell’auto.

Investimenti nelle infrastrutture
La nuova amministrazione americana punta su un massiccio piano di investimenti nelle infrastrutture che punta sulla creazione di un’istituto di credito statale ad hoc. La National Infrastructure Reinvestment Bank, questo il nome della nuova banca, riceverà 60 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Secondo le stime, questo piano creerà, direttamente e indirettamente, due milioni di posti di lavoro.

Sgravi fiscali per la classe media
Il piano di Obama prevede una riduzione di 1118 dollari per i contribuenti con redditi tra 37600 e 66400 dollari l’anno e l’aumento delle imposte dal 15 e il 20% per le famiglie con redditi superiori a 250mila dollari. I sussidi di disoccupazione poi saranno detassati.

Emergenza casa
Per salvare le abitazioni dai pignoramenti si prevede che le banche che hanno avuto accesso al piano di salvataggio del governo diano 90 giorni di tempo ai debitori insolventi per ristrutturare il proprio mutuo. Il programma prevede poi sanzioni più severe per brocker e istituti finanziari poco trasparenti

Un fondo da 50 miliardi per le finanze locali
Il programma di Obama prevede la creazione di due fondi da 25 miliardi di dollari ciascuno, per venire incontro alle necessità di cassa degli Stati e degli enti pubblici locali. Uno servirà ad evitare che i tagli, a livello locale, per scuole, sanità e case non comportino maggiori tasse per i cittadini. L’altro servirà a garantire gli investimenti infrastrutturali.

Energia
Il programma democratico prevede, entro il 2050, di ridurre le emissioni di gas serra dell’80% rispetto ai livelli del 1990. Per realizzare questo obiettivo sono previste tasse sugli extra profitti delle compagnie petrolifere e un piano da 150 miliardi di dollari di sussidi per biocarburanti ed etanolo. Sul nucleare Obama è contrario alla costruzioni di nuove centrali senza che prima non sia risolto il problema dello stoccaggio delle scorie.

Commercio
Obama farà pressioni sul Wto perché inasprisca le sanzioni contro chi non rispetta le regole e impone dazi doganali e sussidi alle esportazioni. Il candidato democratico vorrebbe poi emendare il Nafta, l’accordo di libero scambio con Messico e Canada, giudicato troppo gravoso per l’economia americana. Il programma prevede poi incentivi fiscali per le aziende che mantengono la produzione negli Stati Uniti.

Rating per le carte di credito
Il nuovo presidente ha proposto una Carta dei diritti per le carte di credito per porre fine alle pratiche scorrette dei gestori. Tra le altre cose si prevede di introdurre un sistema di rating (a cinque stelle come per gli hotel), per valutare l’affidabilità dei gestori.