USA: LE PAROLE DI BUSH TRANQUILLIZZANO I MERCATI

14 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Dopo le parole di Bush i mercati tirano un sospiro di sollievo, ma solo per pochi minuti. Torna l’incertezza, alimentata dalla comunicazione del dato negativo relativo alla fiducia Michigan . L’indicatore relativo alla meta’ di marzo e’ sceso a quota 75 dai 79,9 di fine febbraio, deludendo le previsioni degli analisti.

Da segnalare che il discorso di Bush non ha fatto alcun riferimento ne’ alle voci di mercato relative alla dipartita degli ispettori Onu dall’Iraq ne’ alla possibilita’ di un conflitto con il Paese di Saddam Hussein. Le parole dell’inquilino della Casa Bianca sono state anzi molto pacifiche, auspicando il processo di pace in Medio Oriente.

L’ipotesi relativa al rinvio del conflitto con l’Iraq torna cosi’ a tenere banco. Da segnalare che nella seduta di giovedi’ il Dow Jones ha messo a segno un guadagno del 3,6%, mentre il Nasdaq e’ cresciuto quasi del 5%, riagguantando la soglia psicologica dei 1.300 punti, grazie al rimbalzo dell’8% da parte dei semiconduttori.

La giornata di ieri ha inoltre assistito al ritorno di molti investitori latitanti da tempo sui mercati. I volumi di contrattazione, infatti, sono stati i piu’ alti dall’inizio del 2003.

Non mancano tuttavia le notizie negative, che interessano ancora il fronte macroeconomico, con il Pil Usa rivisto al ribasso per la quarta volta nell’arco di questa settimana .

Tra le blue chip bene Coca-Cola (KO – Nyse). L’azione si e’ messa in luce gia’ nel preborsa dopo l’outperform di Goldman Sachs. Il Nasdaq vede sotto i riflettori i chip (SOX ), deboli dopo il guadagno dell’8% di ieri.

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