Usa: la Russia dietro le fake news a favore di Lega e M5S

2 Agosto 2018, di Alessandra Caparello

La Russia a favore dell’avvento del populismo. Questo il pensiero dietro i 1500 tweet a favore di Lega e Movimento Cinque stelle per influenzare la pubblica opinione.

A scriverlo oggi sia Il Corriere della Sera che Repubblica che parlano di un sito di statistica americano Five Thirthy Eight guidato da Nate Silver, con la collaborazione di alcuni docenti universitari, che ha creato un database che ha studiato quasi tre milioni di tweet provenienti da account associati all’agenzia russa Internet Research Agency che, questa l’accusa, avrebbe creato una vera e propria fabbrica di troll.

Secondo la ricerca americana dietro quei cinguettii vi era la chiara intenzione di interferire e manipolare l’opinione degli italiani. Gli esempi sono decine. Uno su tutti il tweet sul figlio di Poletti, l’ex ministro del lavoro, finito sotto accusa perché dirigeva un giornale che incassava i finanziamenti pubblici. A lanciare la notizia, poi rivelatasi una bufala, Noemi, un account fake con più di 50mila seguaci.

Dietro ci sarebbe, dice la ricerca americana, un’agenzia con sede a San Pietroburgo con ben 400 dipendenti. Il sistema ha fatto venire alla luce 2.973.371 cinguettii provenienti da circa 3mila account dal febbraio 2012 a maggio 2018, ma il picco di messaggi va dal 2015 al 2017. La maggior parte di quelli in italiano a favore di Lega e Cinque Stelle e all’estero invece per Donald Trump.

L’esistenza di una fabbrica di troll e fake news in Russia, che ha lavorato per diffondere notizie false contro i governi del Pd per favorire Lega e M5s, è gravissima.

Questo il commento  dei deputati Pd che parlano di “ennesima conferma dei sospetti che erano già stati avanzati nei mesi scorsi, anche alla luce delle dichiarazioni dell’ex vicepresidente americano Bide”. Secondo Michele Anzaldi e Carmelo Miceli “è urgente che il Parlamento italiano dia il via libera alla costituzione di una Commissione di inchiesta sulle fake news, per la quale abbiamo presentato l’articolato di legge il primo giorno della legislatura”.

“Gli italiani hanno diritto di sapere  se le loro opinioni sono state manipolate.