USA: LA NEVE FRENA IL TORO A WALL STREET

6 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

La “piu’ grande tempesta degli ultimi 10 anni” forse non arrivera’ mai, ma il toro di Wall Street ha comunque qualche difficolta’ a correre nella neve. E non e’ esclusa una chiusura, parziale o totale, dei mercati azionari USA.

La grande tempesta di neve annunciata dai metereologi non e’ arrivata a New York lunedi’, come ampiamente annunciato. A tutt’ora – martedi’ mattina – di neve ne e’ scesa parecchia, ma nulla di cosi’ drammatico da chiudere gli uffici e tapparsi in casa con scorte di viveri per un mese.

La tempesta si e’ abbattuta piu’ a nord dello stato di New York, particolarmente nel Massachusetts, e sicuramente sulla credibilita’ dei meterologi americani, ora sotto accusa sul banco dei media. I mercati azionari di Wall Street stanno pero’ accusando qualche conseguenza.

Lunedi’ sui mercati azionari il volume di scambi e’ stato molto basso, segno che forse qualche trader ha preferito rimanere a casa al caldo. E se la situazione metereologica dovesse peggiorare, non e’ esclusa una chiusura parziale o totale dei mercati.

Un portavoce del New York Stock Exchange ha assicurato a inizio mattinata sulla regolare apertura del mercato, ma ha aggiunto che tutte le possibilita’ rimanevano in piedi in considerazione degli sviluppi meteriologici. In caso di chiusura del Nyse, il Nasdaq probabilmente seguirebbe l’esempio.

Non sarebbe la prima volta che il tempo costringe le borse USA a rivedere gli orari di lavoro. Nel gennaio 1996 una tempesta provoco’ la riduzione della giornata di scambi a sole 3 ore. Nel settembre 1985 ci fu’ addirittura la chiusura totale per un giorno, causa l’arrivo a New York City dell’uragano Gloria.

Lunedi’ il New York Merchantile Exchange, il mercato delle commodity, ha chiuso le operazioni con 2 ore d’anticipo, in considerazione anche della difficolta’ che la neve provoca nella consegna dei beni trattati.