USA: IL N.1 DI YAHOO E’ IL MANAGER PIU’ PAGATO

8 Aprile 2005, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK, 08 APR – Un assegno da 120,1 milioni didollari: a tanto ammontano i compensi, tra salario e stock option, di Terry Semel, il numero uno di Yahoo, che risulta il capo azienda più pagato nel 2004.

Dalla 55esima edizione della ‘Executive pay scoreboard’, la tradizionale classifica di BusinessWeek sui top manager delle major americane più pagati, risulta che i 367 dirigenti monitorati hanno percepito lo scorso anno 9,6 milioni di dollari, con un incremento del 15% rispetto al 2003. Un dato che puòessere anche letto come una conferma della ripresa dei mercati,a cominciare da quelli azionari.

Non a caso, tra salario e bonus, Semel ha incassato appena600mila dollari e ben 119,5 milioni di dollari a titolo di stockoption. Anche gli azionisti del motore di ricerca quotato alNasdaq hanno però festeggiato nel 2003: il ritorno del loroinvestimento è stato pari al 67%.

Nel complesso ben 40 manager in classifica hanno ricevutocompensi superiori ai 20 milioni, mentre non considerando Semel,la media di crescita del portafoglio dei manager è dell’11,3%,non lontano da quella dei guadagni registrati dai soci.
Discorso differente per i lavoratori, che in media nel 2004 hanno visto salire il proprio compenso annuale solo del 2,9% a 33.176 dollari.

Al secondo posto della classifica si piazza Lew Frankfort, l’amministratore delegato della Coach, la maison specializzata in pelletteria, che ha incassato tra stipendio, altre voci e stock option (ben 53,5 milioni) la cifra di 58,7 milioni di dollari. Frankfort è tra tra l’altro l’unico manager che conferma la sua presenza nella Top 10 rispetto al 2003, quando però era al settimo posto.

Terzo posto per John Wilder (Txu) con 54,9 milioni, quartoper Ray Irani della Occidental Petroleum (37,8 milioni) e quintoper Paul Evanson a capod ella Allegheny Energy (37,5 milioni). Tra i manager non confermati nella Top 10 del 2004 rispettoal 2003, spiccano i nomi eccellenti di Steve Jobs della Appe e Larry Errison della Oracle.