USA: GLI INVESTITORI TEMONO UNA GUERRA PROLUNGATA

24 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street batte in ritirata, con il Dow Jones che arriva a cedere piu’ di 250 punti e il Nasdaq che scivola piu’ del 3%.

Sul New York Exchange e’ in effetto il blocco degli ordini automatici di vendita , una misura per evitare gli eccessi di ribasso.

I TEMI DELLA SEDUTA

  • Gli investitori fanno cosi’ marcia indietro, mentre si allontanano le speranze relative a una guerra-lampo contro l’Iraq. Nel suo discorso a Camp David, d’altronde, il Presidente Usa George Bush ha ribadito che il conflitto potrebbe durare piu’ a lungo di quanto previsto.
  • Lo stesso Saddam Hussein , parlando di fronte alla televisione di Stato irachena, ha avvertito che “la guerra sara’ lunga e pesante”. Immediato e’ stato l’impatto dei mercati azionari a livello globale, che hanno incrementato le perdite dopo l’apparizione in TV del rais.
  • Non e’ ancora chiaro, tuttavia, il momento in cui sarebbe avvenuta la registrazione .
  • Pesano su Wall Street le prime sconfitte militari, che nel week end avrebbero provocato, come segnala la prima pagina del “New York Times” , la morte e la scomparsa di 20 marines. 50 sarebbero stati invece i feriti. Nel frattempo la televisione britannica BBC ha riportato che la divisione inglese “7th Armored Brigade” si e’ ritirata da Bassora, dopo aver incontrato una forte resistenza.

    LA SITUAZIONE DEI LISTINI

  • Inversione di rotta per gli indici americani, che la scorsa settimana hanno messo a segno un poderoso guadagno, con il Dow Jones che ha guadagnato l’8,4%, il Nasdaq piu’ del 6% e l’S&P 500 il 7,5%. . Per le blue chip si e’ trattato del rialzo piu’ consistente su base settimanale dal 1982.
  • Secondo le voci che circolano nelle sale operative, due sarebbero i motivi principali che spingerebbero gli investitori a vendere a man bassa nella seduta odierna. La prima ragione e’ di carattere tecnico: molti sottolineano che il mercato potrebbe versare in una condizione di “ipercomprato” e che i rialzi della scorsa settimana sarebbero stati dunque eccessivi . La seconda ragione e’ strettamente connessa agli ultimi sviluppi provenienti dal fronte internazionale, che mostrano i primi insuccessi delle truppe americane e le prime sconfitte sul fronte militare, dipingendo uno scenario piu’ difficile e complicato di quanto si pensasse.
  • Tengono banco anche i timori relativi agli effetti che un lungo conflitto potrebbe esercitare sulla fiducia dei consumatori e sugli investimenti delle imprese . La banca d’affari Merrill Lynch ha tra l’altro sottolineato che molte imprese avrebbero gia’ iniziato a sforbiciare la spesa in conto capitale .

    SUI LISTINI

    In rosso tutti i componenti del listino industriale. Tra i titoli, forte il ribasso di Walt Disney (DIS -Nyse). Il colosso dell’intrattenimento non riesce a beneficiare della nota positiva di Credit Suisse First Boston e si allinea alle perdite degli altri titoli di intrattenimento. In rosso il colosso dei tabacchi Altria (MO-Nyse), dopo la sentenza della Corte di giustizia che ha imposto al gruppo di pagare $7,1 miliardi di indennizzo, $3,0 miliardi in risarcimento danni e $1,775 in onorario per gli avvocati, come atteso dalla banca d’affari Salomon Smith Barney.

    Sul Nasdaq, tra i titoli piu’scambiati si mettono in evidenza le performance negative di Microsoft (MSFT-Nasdaq)e Intel (INTC-Nasdaq. Da segnalare che la scorsa settimana il colosso dei chip ha incamerato la scorsa settimana un guadagno del 10%.

    DOLLARO, PETROLIO, ORO

    Le ultime vicende hanno effetti immediati sul dollaro, che torna a scendere dopo i guadagni degli ultimi giorni. Il rapporto euro/dollaro sale nuovamente, con la moneta dell’Unione Europea che arriva a riagguantare $1,0650. Osservando il calo odierno del dollaro contro la valuta europea e giapponese rispetto ai livelli di venerdi’ scorso, diversi strategist ritengono che il biglietto verde continuera’ a cedere terreno .In aggiunta, secondo gli esperti i trader dovrebbero iniziare a focalizzarsi su alcuni fattori al di la’ del conflitto, ovvero tornare ad osservare le condizioni economiche, per nulla robuste. Proprio queste ultime, secondo diversi analisti potrebbero pesare sulla moneta americana.

    Speculare la performance del petrolio
    che, sulla scia delle tensioni internazionali, ingrana la quinta arrivando a crescere del 5,4% a Londra, a quota $25,66.

    In progresso l’oro (GOX), arrivato a $330,45 all’oncia al mercato interbancario di Londra. Si tratta del rialzo piu’ forte dell’ultimo mese .

    I CONSIGLI DEGLI ANALISTI: DOVE INVESTIRE IN TEMPO DI GUERRA

    Rich Bernstein, chief strategist Usa della banca d’affari Merrill Lynch preferisce i titoli del settore difesa ai tecnologici. “Continuiamo a credere che gli investitori sottovalutino le questioni geopolitiche limitandole solo all’Iraq”, ha aggiunto Benstein. “La nostra impressione e’ che stiamo entrando in una ‘nuova era’ geopolitica che potrebbe durare 10 o 15 anni”.

    Thomas McManus, analista della banca d’affari Banc of America, ritiene che le azioni dovrebbero essere “overweight” in un portafoglio bilanciato , e che gli investitori dovrebbero usare le fasi di ribasso come opportunita’ per incrementare la propria esposizione sull’azionario.

    LE PREVISIONI SULL’ECONOMIA USA

  • Un articolo del Wall Street Journal sentenzia senza mezzi termini: la storia insegna che, una volta terminati i conflitti militari, la strada per la ripresa non e’ affatto semplice e non coincide necessariamente con la reazione dei mercati.
  • L’ultimo esempio e’ relativo proprio alla Guerra del Golfo del 1991. La sua conclusione, avvenuta nel febbraio del 1991, fu accompagnata dalla crescita dei mercati azionari, che salirono scommettendo sulla ripresa della congiuntura. Ma per molti mesi ancora l’economia americana rimase in una fase di stallo, sulla scia delle crisi immobiliari e bancarie che scoppiarono in quel periodo. Il tasso di disoccupazione Usa relativo al mese di febbraio del 1992 arrivo’ a salire al 7,4% , nonostante il recupero della fiducia seguito alla fine della guerra.
  • Per gli economisti intervistati dal Wall Street Journal , l’economia Usa crescera’ a un tasso del 3,5%% nella seconda meta’ del 2002. Ma la stessa Bibbia della Finanza segnala cheuna possibile vittoria degli Usa non fara’ rima con il recupero dell’economia.William McDonough, presidente della Federal riserve Bank of Ney York, aggiunge inoltre che gli investitori fanno ancora fatica a credere nei bilanci contabili, dopo gli scandali recenti.
  • A cio’ si accompagno le preoccupazioni sul deficit, alimentate dal costo della guerra in Iraq e dagli effetti non ancora digeriti dello scoppio della bolla speculativa.

    GLI EFFETTI DELLA GUERRA SUL FRONTE SOCIETARIO

    Maglia nera della seduta e’ il settore delle compagnie aeree. L’indice di riferimento (XAL ) e’ arrivato a cedere piu’ dell’8% . In ribasso Delta Airlines (DAL ), Continental Airlines (CAL ) e American Airlines (AMRL ). I gruppi scendono sui nuovi rialzi del petrolio e sulle tensioni internazionali. Le societa’ temono che l’incidenza del conflitto sulle loro casse si tradurra’ in una perdita di $10 miliardi . L’amministrazione Bush e’ ancora divisa sull’opportunita’ o meno di concedere aiuti all’industria e sull’ammontare dei benefici.

    La guerra non ha frenato la voglia di spendere degli americani, almeno stando agli ultimi rapporti. L’afflusso dei consumatori nei punti vedita e’ stato infatti lo stesso. Il settore retail (RLX ), tuttavia, si allinea alle perdite degli indici.

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